L’ultima asta di orologi a Hong Kong fra tradizione e futuro

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La Hong Kong Watch Auction: XIV di Phillips è stata l’asta di segnatempo da collezione a maggior incasso di sempre per la casa d’aste in Asia, e mette a segno l’ennesimo tutto esaurito. La top ten: da sogno, fra grandi classici, innovazione e nazionalismo

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Il 27 e il 28 maggio 2022 si è tenuta a Hong Kong l’asta di orologi vintage con il più grande fatturato della storia di Phillips in Asia: 33,6 milioni di dollari Usa per il 100% del venduto (white glove), ormai un tratto distintivo di tutte le aste Phillips Watches. L’ennesimo segno dell’ascesa del mercato asiatico nel segmento dei pleasure asset che segnano il tempo.

Il lotto più costoso è stato un esemplare molto probabilmente unico di Patek Philippe, la referenza 3974 con cassa in oro giallo e quadrante laccato in nero, con la croce di Calatrava ben visibile. Costruita dal leggendario mastro Jaen-Pierre Hagmann, è stata acquistata per 2,5 milioni di dollari usa, più di tre volte la stima iniziale, ottenendo il record mondiale per la referenza.

 

In seconda posizione, un Patek Nautilus in oro (ref.5723) con doppio marchio Tiffany e lunetta incastonata di rubini. Prezzo: 1,45 milioni di dollari, il secondo più alto mai pagato per un Nautilus (il più caro è stato venduto a dicembre 2021, sempre da Phillips), il maggiore per un modello in oro.

 

Al terzo posto, l’edizione limitata F.P. Journe Tourbillon Souverain “China 2010”. Ne erano stati prodotti solo cinque pezzi, per celebrare l’apertura della prima boutique F.P. Journe a Pechino, nel 2010. È stato aggiudicato per 1,1 milioni, cifra che segna il record mondiale per un F.P. Journe Tourbillon Souverain con cassa da 40 millimetri.

 

La quarta posizione sorprende con il marchio indipendente Voutilainen, dell’orologiaio indipendente Kari Voutilainen, che ottiene la cifra di 562.000 dollari: è per lui il record mondiale a oggi. Questo modello da polso del 2017 senza complicazioni è in platino, con lacca giapponese e anse a goccia.

 

Il quinto orologio più costoso della due giorni di aggiudicazioni è stato invece un Patek Philippe referenza 5711/1P-001, in platino e diamanti. Fa parte di una serie limitata di 700 pezzi risalente al 2017, creata per il 40esimo anniversario del Nautilus.

 

Al sesto posto, un omaggio alla Cina di Rolex. E’ il cronografo referenza 16528 “Ying Yang”, in oro giallo, smalto a gran fuoco. 

Poi seguono un F.P. Journe in platino, un Rolex ref. 6241 in acciaio inossidabile con cassa Paul Newman, un Lange & Söhne ref. 730.048F in oro rosa. Chiude la top ten il Richard Mille “RM67-02 Alexis Pinturault“ ref. RM67-02 CA-FQ.









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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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