L’ologramma di Degas va a spasso prima dell’asta

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Perché mettere a rischio opere d’arte reali quando si può mandare in giro il loro ologramma? Christie’s è stata la prima a fare questa esperienza

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Il rituale è sempre lo stesso: prima delle aste internazionali più importanti, i lotti più rappresentativi vengono mandati in tour nelle piazze più importanti. Se l’asta per esempio si tiene a Londra, è altamente probabile che l’opera o il prezioso in questione venga inviato in visione a Hong Kong, Los Angeles, New York prima di farvi ritorno, e così via. Si tratta di operazioni che comportano indubbi rischi ed elevati costi economici e ambientali, com’è intuibile. Ma la tecnologia viene in soccorso: e Christie’s ne approfitta. La scultura di Edgar Degas, Petite danseuse de quatorze ans (1927), è infatti attualmente in visione presso le filiali di Hong Kong e San Francisco sotto forma di ologramma.

L’opera fa parte del patrimonio della collezionista e filantropa statunitense Anne Bass (1941-2020). Le sembianze della scultura (poco più di un metro di altezza) sono racchiuse in un contenitore semitrasparente, delle dimensioni di un frigorifero. Devang Thakkar consulente di Christie’s per il digitale e la tecnologia, commenta ad Artnet che «l’ologramma consente una visione tridimensionale dell’opera piuttosto che quella bidimesionale degli schermi piatti. L’esperienza è realmente immersiva».

 

Una bella protezione per questa opera d’arte in bronzo fusa ormai nel 1927, basandosi su modello in cera degli anni 1879–81. L’asta si terrà il 12 maggio a New York, e ci si aspetta che il lotto incassi una cifra non inferiore ai 20-30 milioni di dollari.

I dispositivi usati per mostrare la scultura sono prodotti dalla Proto (ceo David Nussbaum), startup di Los Angeles specializzata in fabbricazioni che permettono di trasmettere rappresentazioni tridimensionali di se stessi in riunioni, conferenze, lezioni a distanza e simili. Benché si tratti della prima collaborazione di Proto con Christie’s, l’impresa non è nuova a lavorare con il mondo dell’arte. Erano suoi infatti i dispositivi di visualizzazione nft presenti ad Art Basel Miami lo scorso anno. 

Ora, il David Nussbaum ci sta prendendo gusto. E vorrebbe espandere le sue collaborazioni con il mondo dell’arte. «Non sarebbe fantastico per un museo commissionare una performance artistica e irraggiarla live in contemporanea in più parti del mondo?». Il suo sogno sarebbe collaborare con Marina Abramovic. «Il suo The Artist is Present funzionerebbe, se in forma di ologramma? E cosa succederebbe se Cai Guo-Quiang creasse i suoi lavori pirotecnici così? E i pois e gli specchi di Yayoi Kusama?». Ci piacerebbe vederlo, in effetti.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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