L’Italia ha bisogno di cultura della protezione: la view di Intesa SanPaolo

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È uno dei Paesi più sottoassicurati dell’Occidente. Scaramanzia e sottovalutazione dei rischi – ma anche scarse competenze finanziaria – ne sono le cause. I consulenti e l’industria però possono fare molto per alzare l’asticella della consapevolezza. Ecco la strategia di Nicola Fioravanti, responsabile della divisione Insurance di Intesa Sanpaolo

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 L’Italia ha un problema (tra tanti). La sottoassicurazione.
È un tema rilevante, ancora troppo poco dibattuto, ancora più evidente se si
confrontano i dati domestici con quelli del Nord Europa. “Alla base di questa
cronica bassa percentuale di assicurati, c’è una scarsa cultura della
protezione, ovvero poca consapevolezza dell’importanza e del sostegno che una
copertura assicurativa può garantire nel momento in cui si verifica un evento
imprevisto. In generale, in Italia c’è una bassa percezione dei rischi potenziali
che possono occorrere nella vita di tutti i giorni e una tendenza alla
scaramanzia se non si è obbligati ad assicurarsi, come nel caso dell’auto”. Il
quadro è quello che dipinge Nicola Fioravanti, responsabile della divisione
Insurance di Intesa Sanpaolo, che da anni è impegnata nella diffusione del
concetto di protezione, con iniziative che vengono rinnovate e potenziate
stagione dopo stagione.

Il Paese più sotto assicurato d’Occidente

I numeri (contenuti nell’ultima relazione sull’attività di Ivass a fine 2021) mostrano una situazione in cui le coperture assicurative pesano per il 6% nel ramo vita e per l’1,9% nel ramo danni, che fanno del nostro paese rispettivamente il 7imo e il 21esimo dell’area Ocse.

“Gli stessi presidenti di Ania e Ivass si sono più volte espressi – afferma Fioravanti – sottolineando come sia necessaria un’educazione finanziaria e assicurativa per colmare il gap culturale, e promuovendo, ad esempio, attività per i giovani o incontri e conferenze nelle scuole”.

Ovviamente l’industria, ma anche i consulenti giocano un ruolo importantissimo: e possono diventare gli agenti di un cambiamento necessario. “Nel nostro modello di bancassicurazione integrata – dice Fioravanti – il ruolo del consulente è fondamentale, perché è in banca che si genera il rapporto con il cliente e la fiducia che tocca anche a noi mantenere, soddisfando il cliente a posteriori, ad esempio rispettando i tempi di liquidazione di un sinistro o fornendo tutto il supporto che necessita”. I gestori della Banca dei Territori e i banker di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking sono i primi ad avere il contatto con il cliente e a rendersi conto di come, in Italia, ci sia una tendenza diffusa a tenere i soldi sotto il materasso. 

Gli specialisti della protezione di Intesa Insurance Agency

“Da questo punto di vista, il Gruppo ha investito molto, formando, in particolare, i cosiddetti “specialisti della protezione”, con cui dialoghiamo costantemente e che vengono aggiornati in maniera continuativa sulle novità dei prodotti di protezione che le diverse Compagnie della Divisione Insurance sviluppano, anche grazie ai loro suggerimenti, per rispondere al bisogno di tutela delle persone negli ambiti del risparmio e della previdenza, della salute, della casa e dei propri beni. Il loro ruolo è quindi fondamentale nell’intercettare le esigenze e proporre le soluzioni giuste, diffondendo consapevolezza tra persone e imprenditori”.

In questo contesto, all’interno della Divisione, nel 2021, è nata Intesa Sanpaolo Insurance Agency, una rete di Client Advisor su tutto il territorio nazionale completamente dedicata alle imprese medio grandi. “Queste aziende hanno, infatti, caratteristiche che necessitano di soluzioni particolari, ad esempio per quel che riguarda il welfare o i rischi cyber, che cerchiamo così di sviluppare con servizi di consulenza e prodotti ad hoc, ancora una volta lavorando insieme, all’interno di uno stesso grande gruppo”.

La formazione di Area X e la comunicazione che crea cultura

Quanto alle iniziative più generali di formazione, Fioravanti cita Area X, “il nostro spazio torinese nato nel 2019 in Via San Francesco d’Assisi, dove poter concretamente vivere delle esperienze virtuali – su una navicella spaziale, su un rover o all’interno di una casa aliena – in cui l’utente è chiamato in prima persona a gestire situazioni impreviste, aumentando così la sua consapevolezza sull’importanza del “prevenire” e del proteggere beni e persone”. Un’altra iniziativa originale è stato il progetto “Proteggere ad Arte”, un contest avviato nel 2021 con il quale abbiamo Intesa Sanpaolo ha coinvolto i giovani appassionati di video, arti figurative e fotografia, che hanno interpretato il mondo della protezione secondo la propria sensibilità e i propri mezzi espressivi. “La più recente delle nostre iniziative è, infine, la campagna culturale avviata il 10 ottobre di quest’anno. Sul canale You Tube di Intesa Sanpaolo sono stati diffusi tre brevi filmati che mostrano alcune situazioni interpretate da stuntman, realizzate con la logica e il linguaggio dell’esperimento sociale, dove i protagonisti sono coinvolti in situazioni di difficoltà o pericolo. Il primo video, che mostra una ragazza distratta accanto ad un camion in manovra, evidenzia come il 79% dei passanti è intervenuto per proteggerla. Nel secondo esperimento, dove una ragazza con le stampelle ha difficoltà ad attraversare la strada, la percentuale di persone intervenute in suo aiuto è stata pari all’88%. Di recente è stato diffuso anche il terzo video, questa volta incentrato sulla natura e su un bene collettivo come un abete secolare: in 30 minuti il 71% dei passanti lo ha difeso. Questa campagna, è nata con l’obiettivo di dimostrare come il concetto di Protezione sia qualcosa di istintivo ed innato in ogni individuo, soprattutto quando si tratta di proteggere gli altri, mentre è molto meno naturale quando si tratta di proteggere noi stessi e le persone che ci stanno vicine, favorendo una riflessione su un tema che accomuna tutti noi, come individui e come collettività”, conclude il manager.


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di Laura Magna

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Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Oggi mi occupo del coordinamento del Magazine We Wealth (e di quello di tre figli tra infanzia e adolescenza). Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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