Legge di Bilancio: le principali novità

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È stata di recente pubblicata la bozza del disegno di legge di Bilancio per l’anno 2024

Indice

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Tra le molte novità alcune misure riguardano il sostengo al potere di acquisto delle famiglie, la riduzione della pressione fiscale per i lavoratori, misure per la lotta all’evasione

Mutui e acquisto prima casa

Il governo conferma l’intenzione di promuovere le agevolazioni sui mutui destinati all’acquisto della prima casa. A tal riguardo, assegna ulteriori 282 milioni di euro per l’anno 2024 al Fondo di garanzia per la prima casa.

Riduzione della pressione fiscale

Per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, relativamente ai rapporti di lavoro dipendente è riconosciuto un esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore pari a 6 punti percentuali. Detta misura opera a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 2.692 euro, maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima.

Per il 2024 sulle somme erogate come premi produttività l’aliquota dell’imposta sostitutiva è ridotta al 5 per cento.

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Titoli di Stato

Come specificato nella bozza del disegno di legge, nella determinazione dell’indicatore della situazione economico equivalente (ISEE) sono esclusi i titoli di stato.

Misure per le imprese 

Per l’anno 2024, alle imprese che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise è concesso un contributo sotto forma di credito d’imposta. Sono agevolabili gli investimenti relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio, nonché all’acquisto di terreni e all’acquisizione, alla realizzazione ovvero all’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti. Il valore dei terreni e degli immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

Non sono agevolabili i progetti di investimento di importo inferiore a 200.000 euro. Se i beni oggetto dell’agevolazione non entrano in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione, il credito d’imposta è rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni non entrati in funzione.


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di Nicola Dimitri

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Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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