Lavorare in Silicon Valley, ecco le università dove studiare

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Ivy Legue, ma non solo: ecco le università americane che portano dritto alla Silicon Valley

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La Silicon Valley è uno dei più grandi e importanti poli tecnologici del mondo. Rappresenta circa un terzo del capitale d’investimento nazionale americano e ospita la sede di oltre 30 aziende della classifica Fortune 1000. Data la sua fama mondiale, il sogno di molti lavoratori del settore tecnologico è quello di trovare lavoro in un’azienda della mitica valle californiana. Ma qual è il percorso migliore per arrivarci?

Lo studio 

 

Sebbene non esista un percorso univoco, un modo per cercare di rispondere a questa domanda è osservare le università e i college in cui si laureano i dipendenti della Silicon Valley. Ed è proprio quello che ha fatto il College Transitions, andando analizzare l’istruzione dei dipendenti delle 12 più grandi aziende dell’area: Twitter, Alphabet, Docusign, Meta, Stripe, Linkedin, Hubspot, Airbnb, Microsoft, Snapchat, twilio e Salesforce.  Utilizzando i dati pubblici di LinkedIn, lo studio ha preso in considerazione più di 70.000 ingegneri e dipendenti IT entry level di queste 12 diverse aziende e ha identificato il luogo in cui hanno conseguito il diploma di laurea.

 

La classifica

  

Forse a sorpresa, la classifica delle università che portano dritto alla Silicon Valley non è monopolizzata dalle università dalle Ivy Legue, che comunque sono tutte presenti nella top 30. Al primo posto della classifica (il numero dei dipendenti è stato corretto per le dimensioni dell’università) si è posizionata la Carnegie Mellon con oltre 1.300 laureati assunti da tutte le 12 aziende. Pur non essendo famosa come altre, l’università di Pittsburgh gode comunque di un’ottima reputazione: in un recente studio di U.S. News & World Report è stata classificata come una delle migliori università d’America. E non è tutto. Entrarci non è una missione impossibile. Il tasso di accettazione della Carnegie Mellon è infatti relativamente alto (17%), soprattutto se paragonato a quello di altre università della Ivy League come la Columbia (6%) e Harvard (4%). Entrambi le celebri università americane compaiono nella classifica, la prima al secondo posto e la seconda al decimo posto. 


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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