L’impatto esplosivo delle cantine sui territori

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Le aziende vitivinicole creano indotto economico (produzione di barrique, tappi, etichette e bottiglie, ma anche consulenze). E trasformano l’ambiente con costruzioni sempre più avveniristiche e sostenibili, oltre a diffondere cultura e a fare filantropia

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L’impatto delle cantine sul territorio varia in funzione di diversi fattori quali, per esempio, la dimensione, la zona, il coinvolgimento nella comunità locale, le pratiche aziendali, il livello di sostenibilità

Le grandi cantine cooperative come le importanti aziende private, tipo Gruppo Italiano Vini o Cavit in Trentino, Antinori, Frescobaldi o Ruffino in Toscana, e cosi via in tutte le altre regioni, generano numerosi posti di lavoro diretti ma anche indiretti

Al di là dell’aspetto puramente produttivo, un altro tipo di influenza è quello legato al turismo e all’ospitalità

Le cantine sono alla base della diffusione del patrimonio culturale locale, tramite l’organizzazione di eventi, mostre e manifestazioni legate al vino e alla storia delle loro regioni di appartenenza

La specificità tutta italiana del settore vitivinicolo è quella di essere presente in tutte le regioni della Penisola. Se ne deduce quindi l’innegabile importanza dell’impatto economico e sociale di questo settore su tutto il territorio nazionale. Ovviamente, questo impatto varia in funzione di diversi fattori quali, per esempio, la dimensione dell’azienda vitivinicola, la sua ubicazione geografica, il suo coinvolgimento nella comunità locale, le sue pratiche aziendali, il suo livello di sostenibilità e così via. Vediamo in che modo alcune grandi cantine possono influenzare l’area circostante. 

L’impatto economico 

Dal punto di vista economico è evidente che le grandi cantine cooperative come le importanti aziende private, tipo Gruppo Italiano Vini o Cavit in Trentino, Antinori, Frescobaldi o Ruffino in Toscana, e cosi via in tutte le altre regioni, generano posti di lavoro diretti ed indiretti, legati non solo propriamente alla produzione di vini, ma anche a tutto l’indotto legato alle industrie collaterali: l’acquisto di barbatelle, la logistica di distribuzione, la produzione di vasche in acciaio inox, la produzione di fusti e barrique, i servizi di analisi enologiche, il settore dei tappi e delle etichette, la produzione di bottiglie di vetro, le consulenze marketing e pubblicitarie. Le aziende di dimensione più ridotte hanno anche loro un impatto, in modo forse decisamente più locale, ma comunque sempre molto diffuso. 

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La leva virtuosa del enoturismo e della wine experience 

Al di là dell’aspetto puramente produttivo, un altro tipo di influenza è quello legato al turismo e all’ospitalità. Infatti, sono molte le cantine che offrono oggi percorsi di degustazione ed esperienze enogastronomiche, aumentando così il turismo regionale e favorendo l’industria alberghiera e la ristorazione. Un altro aspetto che si è molto sviluppato recentemente e che ha, oltre all’impatto economico, anche un impatto visivo riguarda gli investimenti nella costruzione di cantine sempre più moderne con design futuristici: Cantina Petra in Maremma, opera di Mario Botta, Tenuta Castelbuono Lunelli in Umbria, opera di Arnaldo Pomodoro, Tenuta Bernardina Ceretto in Piemonte, per segnalarne solo alcune delle numerosissime dove l’arte s’intreccia con il paesaggio

L’impatto sociale 

Quest’ultimo aspetto ci porta a sottolineare che l’impatto non è solo economico ma anche visivo come appena menzionato, oltre ad essere anche sociale. Infatti, le cantine sono alla base della diffusione del patrimonio culturale locale, tramite l’organizzazione di eventi (Andar per Gavi per esempio in Piemonte), mostre e manifestazioni legate al vino e alla storia delle loro regioni di appartenenza (Barolo en primeur, Anteprima della Costa Toscana, Benvenuto Brunello, Vigneti Aperti). Inoltre, spesso contribuiscono a tramandare pratiche vinicole tradizionali, testimoni di un passato storico, oltre che a divulgare la conoscenza dei vitigni autoctoni (il Timorasso in Piemonte, il Bellone a Frascati, il Bovale in Sardegna). 

Infine, l’azienda vitivinicola può essere coinvolta in un ruolo attivo nel potenziamento della comunità partecipando a iniziative di sviluppo del territorio e progetti sociali legati a programmi di formazione e opportunità di apprendimento nel campo vitivinicolo, in collaborazione con gli enti para pubblici (Onav, Aspi, Ais, Assoenologi). 

Cantine come motore di sostenibilità ambientale 

Non ultimo va considerato l’impatto sempre più crescente sulla sostenibilità ambientale oramai ricercato dalla grande maggioranza dei produttori di vino. Il beneficio di pratiche agricole ragionate, come l’uso sostenibile delle risorse idriche ed il trattamento adeguato dei rifiuti, hanno un impatto positivo sull’ecosistema locale a vantaggio di tutta la collettività. Oggigiorno le cantine hanno percepito che la loro attività oltrepassa naturalmente la sola produzione di vino e che hanno da giocare un ruolo importante sia dal punto di vista dell’economia che da quello sociale. Rimane poi il fatto che sono i guardiani delle tradizioni di una cultura che in Italia vanta più di due millenni di storia. 


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di Christian Roger

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Nato a Parigi nel 1955 in una famiglia di diplomatici bi-culturale franco-italiana e cresciuto a Ginevra, si è laureato presso l’Ecole supérieure de commerce de Paris e l’Université de sciences economiques Paris X.

Dopo il servizio militare eseguito all’Ecole Militaire de Paris, ha iniziato nel 1980 una carriera in banca lavorando nel gruppo Pargesa-Bruxelles Lambert, prima di approdare a Milano nel 1989 per aprire la filiale della Banca d’affari del Crédit Agricole.

Successivamente amministratore delegato di Marceau Investissements Italia e poi di Arjil Italia, filiale di Banque Arjil, dà vita nel 1998 a una sua struttura, Vino & Finanza, che opera da allora a 360° nel mondo del vino, facendo della sua passione il suo mestiere.

All’epoca è precursore nel settore dell’investimento in vino, sia in bottiglie che in vigneti, creando degli appositi veicoli finanziari.

Oggi, in qualità di esperto di vino riconosciuto internazionalmente, interviene in consulenze per costituire delle cantine di vini pregiatissimi e per l’acquisto o la vendita di aziende vitivinicole; inoltre, organizza eventi esclusivi di degustazione, con i migliori vini del mondo o con delle rarissime bottiglie del XIX secolo.

Già in passato membro permanente del prestigioso organismo di degustazione internazionale, le Grand Jury Européen, è diventato nel 2022 “Maestro assaggiatore” dell’Onav.

Vive a Gstaad, in Svizzera, con dei punti di appoggio a Milano e a Roma. È membro in Europa del “Club des leaders”.

Sposato con una figlia, coltiva diverse passioni oltre al vino: storia, cucina, cosmologia e astrofisica, lettura e opera lirica. Ama le passeggiate in montagna, il tennis ed il nuoto.


Competenze distintive:

  • Investimento in vino
  • Consulenza all’acquisto o vendita aziende vitivinicole
  • Organizzazione di eventi di degustazioni uniche

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