Investitori italiani: 50mila transazioni estere nel 2020

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Nel 2021, le proprietà acquistate fuori confine dagli investitori italiani dovrebbero ritornare oltre quota 54 mila, sui livelli record del 2019. Le mete preferite sono Londra, Miami, New York, Berlino e Madrid

Indice

Londra, Miami, New York, Berlino e Madrid sono mercati che offrono rendimenti più elevati rispetto ad altri, un maggiore potere d’acquisto, alta tecnologia ed enormi pool di talenti

Il 54% degli investitori italiani che acquistano immobili all’estero è a scopo di investimento, mentre il 31% è come seconda casa

Londra, Miami, New York, Berlino e Madrid. Queste le città più gettonate dagli investitori immobiliari italiani, che, nonostante la pandemia, hanno continuato ad acquistare all’estero, ponendosi terzi nella classifica europea per acquisti oltre i confini, dopo i tedeschi e gli inglesi. A metterlo in luce è un’analisi condotta dal centro studi di Wire, società di consulenza real estate internazionale, che ha indicato (sulla base di dati ancora parziali) in 50mila le transazioni immobiliari realizzate oltre frontiera nel 2020 da parte di italiani, dato non molto lontano dal livello record registrato nel 2019.
E le attese sono rassicuranti. “Il primo trimestre del 2021 conferma un trend di costante interesse nei confronti degli investimenti all’estero da parte degli italiani; anzi notiamo una spinta maggiore senza dubbio giustificata da una maggiore mobilità grazie alle prime campagne vaccinali, da un lato, e da un ancor più forte desiderio di diversificazione che in qualche maniera rappresenta anche evasione dallo status quo del periodo covid – ha spiegato Angelo Cinel, co-founder di Wire Group e ceo di Wire Consulting, che poi ha aggiunto: “Le nostre previsioni per l’anno in corso sono di un ritorno almeno alle 54mila proprietà acquistate fuori confine, sui livelli record del 2019, se non oltre”.
La diversificazione in chiave territoriale del proprio patrimonio immobiliare rimane poi uno strumento di protezione dai rischi percepiti nella nostra economia.
In generale, infatti, Londra, Miami, New York, Berlino e Madrid sono mercati che offrono rendimenti più elevati rispetto ad altri, un maggiore potere d’acquisto, alta tecnologia e enormi pool di talenti. “Si tratta di città all’avanguardia, che garantiscono agli investitori italiani più sicurezza e possibilità di profitto, anche a dispetto di un’irresolutezza diffusa per ciò che concerne la gestione del risparmio”, dichiarano gli esperti, che spiegano che poiché molte persone hanno paura di mettere i loro risparmi in banca o acquistare azioni, è probabile che gli italiani, compresi anche i pensionati, tendano a spendere il denaro per rilevare beni immobiliari nei mercati esteri più promettenti. “Il settore immobiliare è tangibile, il che aiuta gli investitori a sentirsi più sicuri. Di conseguenza – hanno spiegato – il settore immobiliare diventa più che mai un investimento ideale e gli immobili rappresentano sempre di più un bene rifugio”.

Tra le motivazioni, il 54% degli investitori italiani che acquistano immobili all’estero è a scopo di investimento, mentre il 31% è come seconda casa. C’è poi anche una motivazione più contingente legata all’esplosione da covid-19. Secondo il centro studi Wire, infatti, “l’Italia è stata tra i primi paesi al mondo fortemente influenzati dalla pandemia nel 2020, motivo per cui gli acquirenti italiani sono alla ricerca di luoghi più sicuri e più promettenti nella risoluzione del covid”.

Singole piazze: Inghilterra – Londra

Il trend è proseguito anche quest’anno. Nonostante il covid-19 e la Brexit, in Gran Bretagna gli investimenti immobiliari non si sono fermati. Complessivamente, dai dati di gennaio 2021 raccolti da Wire è emerso, infatti, un’impennata delle transazioni del 56%, rispetto alla media degli scorsi 5 anni, così come delle offerte accettate (+43%) e dei nuovi potenziali acquirenti (+18%). In questo scenario, se si analizza la nazionalità dei principali acquirenti, gli italiani si collocano sono al 5° posto, con il 5,5% delle transazioni estere realizzate in Gran Bretagna e specificatamente a Londra, città che reputano ancora come meta affidabile e appetibile per realizzare investimenti immobiliari.

Usa – New York e Miami

Dopo mesi di blocco, intanto, anche il mercato statunitense ha vissuto una situazione simile, continuando ad attirare investitori immobiliari di tutto il mondo. Gli italiani, in particolare, rappresentano il 2% del totale delle transazioni internazionali, alla pari di tedeschi, francesi e giapponesi, ben distanziati però dai vertici ricoperti da Cina e Canada, che si collocano entrami a parimerito in prima posizione con una quota del 12% ciascuno. “Solo tra il secondo e il terzo trimestre del 2020, gli acquisti di case effettuati da acquirenti italiani, negli Usa, sono stati circa 4mila, il 60% in più rispetto al periodo precedente”, ha dichiarato Wire.

E in testa alle preferenze ci sono le città di New York e Miami.

Se nella Grande Mela, infatti, Manhattan ha aperto il 2021 con uno dei migliori trimestri, dal 2017 ad oggi, nello stesso periodo Brooklyn ha fatto registrare il record di contratti firmati e di vendite: quasi1850 nel primo trimestre 2021, circa 1,5 volte superiori allo stesso periodo del 2020.

In Florida, intanto, c’è un forte interesse per Miami, piazza in cui gli italiani rappresentano attualmente il 4% del mercato immobiliare estero. L’analisi del centro studi Wire prevede che nel prossimo triennio gli investimenti degli italiani nella città statunitense dovrebbero aumentare ancora di più, raggiungendo nel 2023 quota 600 compravendite, superando quindi il picco di acquisti immobiliari registrato nel 2018.

di Stefania Pescarmona

Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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