Investimenti immobiliari: in Italia, tornano gli stranieri

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Il comparto uffici è primo con 2,6 miliardi di euro investiti, in crescita del 4% rispetto ai primi nove mesi del 2019. Fortemente negativo il trend dei settori hotel (-69%) e retail (-37%)

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Tornano gli investitori stranieri nel commercial real estate italiano, anche se il livello è al di sotto della media degli ultimi 5 anni. Nel terzo trimestre 2010, si sono registrati 1,9 miliardi di euro di investimenti: di questi, la quota di mercato detenuta dagli investitori stranieri si è riportata, al 60%, dal 45% circa di fine giugno, periodo in cui la componente domestica aveva giocato, nel 1° semestre, un ruolo chiave (55%), soprattutto per il peso di alcune grandi operazioni legate alle asset class uffici e retail.
A metterlo in luce è Cbre, leader al mondo nella consulenza immobiliare, che ha evidenziato, per i primi nove mesi dell’anno, un volume degli investimenti nel commercial real estate in Italia di 5,8 miliardi di euro, in calo del 22% rispetto ai 7,5 miliardi dello stesso periodo del 2019, ma in crescita rispetto al 2018.
Secondo Alessandro Mazzanti, ceo di Cbre Italy, “la buona tenuta dei volumi testimonia il proseguire di un’intensa attività d’investimento indirizzata, in questa fase, verso la riduzione del rischio, a conferma della tendenza al “flight to quality” prevista nei mesi precedenti”. Al momento, l’interesse degli investitori è concentrato più sui prodotti core che su quelli value-add. E nel mirino sono finiti il mercato uffici e altre asset class che hanno mostrato maggiore resilienza ed è cresciuto l’interesse nei confronti di format flessibili, più adatti a venire incontro alle nuove esigenze emerse durante la recente crisi sanitaria.
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Investimenti immobiliari in Italia
A livello settoriale, in pole c’è il comparto uffici che – con un volume di 820 milioni di euro investiti nel periodo luglio-settembre – ha raggiunto, da inizio anno, un totale di 2,6 miliardi, in crescita del 4% rispetto ai primi nove mesi del 2019.  A farla da padrone Milano, che  ha dominato la scena con 1,9 miliardi di investimenti nel 2020, per un peso del 73% sul totale investito.

Il settore retail ha invece accusato fortemente il colpo, perdendo il 37%, e fermandosi a 1,1 miliardi di investimenti rispetto agli 1,8 miliardi di un anno fa, mentre la logistica “si conferma, insieme agli uffici core e al residenziale, uno dei settori più attrattivi su cui investire”, spiegano da Cbre. Non a caso, questo comparto, da inizio anno a oggi ha raggiunto un totale di 780 milioni di euro investiti, 500 dei quali transati solo nel 3° trimestre appena, con una totale dominanza di capitale straniero.

Pesante, infine, il crollo degli hotel, che hanno archiviato il terzo trimestre con 340 milioni investiti, portando da inizio anno il totale investimenti a 780 milioni  (-69% rispetto agli 1,5 miliardi del 2019).


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di Stefania Pescarmona

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Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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