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A penalizzare il sistema pensionistico italiano di solito è il forte squilibrio che si prospetta fra popolazione attiva e pensionati, che minacciano i conti dell’ente previdenziale pubblico
Non è il caso della classifica realizzata da Blacktower Financial Management, nella quale sono più alti in classifica i Paesi che per le pensioni spendono di più e dove ci si congeda prima dall’attività lavorativa
Una nuova analisi di Blacktower Financial Management, una società di wealth management britannica con 2 miliardi di dollari di asset in gestione, ha deciso di affrontare il problema premiando, nella sua classifica, i sistemi pensionistici che rispondono a requisiti che si discostano da quelli utilizzati in analisi simili. Il criterio-guida è quello del miglior interesse del pensionato, e non della sostenibilità del sistema (pubblico o privato che sia). Nella valutazione di Blacktower, che ha incluso 13 Paesi europei più Israele e Giappone, l’Italia risulta 11esima. Ai primi posti svettano, invece, Finlandia, Polonia e Svezia.
Una maggiore diffusione delle pensioni a capitalizzazione, come i fondi pensione, risulta meno problematico per le casse pubbliche, ma è anche in grado di dimostrare l’attitudine al risparmio privato verso gli obiettivi previdenziali.
Adottando questi criteri, l’Italia risulta penalizzata in classifica in quanto l’età pensionabile di legge è la più elevata (67 anni, come la Norvegia), mentre la partecipazione alle pensioni a capitalizzazione piuttosto contenuta. Un sistema pensionistico similare a quello italiano, quello francese, riesce a guadagnare la top 5 di questa classifica grazie all’età pensionabile più bassa rispetto a quella italiana (65 anni).

