Guanti bianchi e nessun Rolex nella top ten di Phillips

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La divisione ginevrina della casa d’aste ha messo a segno un altro dei suoi colpi: i collezionisti hanno fatto piazza pulita di tutti gli orologi in vendita, con rilanci medi di 2,5 volte le stime iniziali. Spicca, fra i primi dieci lotti, la mancanza del marchio più famoso. È la rivincita degli indipendenti?

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Sette Patek Philippe e tre indipendenti. È la top ten della “The Geneva Watch Auction: XIII” di Phillips in associazione con Bacs & Russo, conclusasi domenica 9 maggio 2021, la migliore asta di orologi non tematica di sempre. Non solo per il tasso del venduto, il 100% (cd. “guanti bianchi”). Ma anche per i prezzi aggiudicazione, pari a oltre il doppio della stima iniziale, e i 2500 partecipanti da 83 paesi. Risalta la mancanza di Rolex fra i primi dieci lotti per prezzo di aggiudicazione.
Il totale dell’incasso è stato di oltre 38 milioni di franchi (35 milioni di euro, 42 di dollari) da una stima complessiva iniziale di 14 milioni. 233 i lotti in gara, il numero uno è stato il 33, il favoloso Patek Philippe 2523 “Ore del mondo” con quadrante in smalto cloisonné “Eurasia”, uno dei tre esistenti al mondo. L’orologio è passato di mano per 7,8 milioni di dollari, mettendo a segno ben due record.
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PATEK PHILIPPE, Ref. 2523
Si tratta infatti del miglior risultato raggiunto non solo da un Patek Philippe con quadrante in smalto, ma anche del prezzo più alto mai pagato per un orologio da polso in oro. Ma il successo del marchio ginevrino travalica quello del lotto 33. Si pensi al secondo classificato, il Patek Philippe Calatrava referenza 570: qualcuno ha pagato 16 volte la stima iniziale per averlo, sborsando 3,6 milioni di dollari. L’orologio ha messo a segno il record mondiale per un orologio da polso in acciaio inossidabile senza complicazioni.
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PATEK PHILIPPE, Ref. 570
Al sesto posto fa capolino l’estro fiammante di Richard Mille con la referenza RM022, che segna il record mondiale. Da sottolineare anche il successo di lotti come il Roger Smith Series 1 “Onely Theo Fennell”.
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Inconfondibile Richard Mille
Con i suoi 601.000 dollari incassa la cifra più alta mai pagata per un produttore britannico. O quello dell’Harry Winston/F.P. Journe Opus 1 “Turquoise Tourbillon”, passato di mano per 503.000 dollari, ammontare record un Opus. Un successo che fa dire ad Aurel Bacs, senior consultant Bacs & Russo e Alexandre Ghotbi, head of watches per l’Europa Continentale e il medio oriente, che si tratta di «un enorme balzo in avanti per l’orologeria indipendente e il collezionismo in generale».
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Harry Winston/F.P. Journe Opus 1 “Turquoise Tourbillon”
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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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