Gli nft al debutto ad Art Basel (ancora diffidente)

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Grazie a un’unica galleria, la fiera dell’arte contemporanea più importante al mondo ha tenuto definitivamente a battesimo i veri vincitori della pandemia: i non fungible token

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Non è necessario possedere un wallet di criptovalute per acquistare il proprio nft. Grazie a questa importante semplificazione, la galleria Nagel Draxler (Colonia, Berlino, Monaco) ha fatto debuttare ad Art Basel 2021 i non fungible token. E i collezionisti, fra perplessità e curiosità, non sono rimasti indifferenti: del resto, la crypto arte è stata la vera vincitrice dell’anno e mezzo di stop che ci siamo lasciati alle spalle, ben lungi dall’essere una bolla.

Si tratta in realtà di un’eccezione concessa ai collezionisti più tradizionali, poco avvezzi a criptovalute e piattaforme ma pur curiosi nei confronti della vera avanguardia attuale: quella della crypto arte. Così, la Galerie Nagel Draxler ha accettato di ricevere pagamenti in euro o dollari da parte di alcuni clienti pur di piazzare su un mercato così importante come quello di Art Basel degli nft. È poi la stessa galleria a convertire le valute fiat in crypto.

A dir la verità, lo stand non vende direttamente le opere, le espone soltanto. I luoghi deputati alla vendita dei non fungible token restano le piattaforme specializzate, come per esempio OpenSea, dove si può trovare Mosaic Virus di Anna Ridler, rappresentata dalla stessa galleria Nagel Draxler. Ad ogni modo, lo stand rappresenta l’avamposto e la continuazione della mostra “Nftism”, organizzata dalla stessa galleria con Kenny Schachter. Gli artisti visionabili a Basilea sono otto. Oltre ad Anna Ridler, figurano Olive Allen e Kevin Abosch.

Gli nft presenti ad Art Basel

Le tematiche indagate dagli artisti nft sono generalmente legate alla distopia, a riflessioni sul futuro, la tecnologia, la vita, la (non) morte, l’ambiente, l’evoluzione dei rapporti umani. E i collezionisti mostrano di apprezzare. Già durante la prima giornata di vip opening (20/09/2021), “Post Death” o “The Null Address” di Olive Allen sono stati venduti a 8 Eth ciascuno, il corrispondente di 25.000 a quella data. L’opera di Kevin Abosh è stata acquistata per 40.000 euro. Un’edizione di “Mosaic Virus” della Ridler ha allietato un nuovo collezionista britannico grazie a un esborso di 20.000 sterline: tre schermi, tre tulipani fluttuanti con i loro bulbi. Il tulipano: il primo, terribile protagonista della più folle speculazione della storia. L’ironia e l’irriverenza: i motivi per cui amiamo tanto i non fungible token.

Gli nft ad Art Basel


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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