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Fideuram Ispb si posiziona tra i principali operatori europei del private banking per patrimonio totale amministrato
L’attività delle reti distributive ha registrato la migliore performance commerciale di sempre, realizzando una raccolta netta di oltre 11,9 miliardi, in crescita del 35%
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L’analisi per aggregati evidenzia come la componente di risparmio gestito sia risultata di 213,6 miliardi (+ 8% dai 197,2 miliardi di fine 2020), pari al 65% delle masse amministrate.
L’utile netto consolidato è balzato del 42%, a 882 milioni. “Tale incremento include, per 164 milioni di euro, la plusvalenza netta realizzata con la cessione del ramo Banca depositaria e Fund Administration di Fideuram Bank (Luxembourg)”, precisa il gruppo in un comunicato, aggiungendo che “al netto di tale componente non ricorrente l’utile netto si sarebbe attestato a 718 milioni di euro, in crescita del 15% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, rappresentando comunque il miglior risultato dei primi nove mesi di sempre”.
In flessione di 34 milioni, invece, il margine di interesse, che si è attestato a 161 milioni, principalmente per la minore redditività delle attività finanziarie derivante dal calo dei rendimenti di mercato.
Anche dal punto di vista dei coefficienti patrimoniali, la solidità del gruppo si conferma ampiamente al di sopra dei requisiti normativi richiesti. Infatti, il common equity tier 1 ratio è risultato pari al 17% e il total capital ratio pari al 17,2%.

