Ferrari, un family trust per la successione

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La Ferrari si prepara a un nuovo capitolo. Piero, figlio di Enzo, ha istituito un family trust per la successione a favore della figlia Antonella

Piero Ferrari, figlio di Enzo, il fondatore della casa di Maranello, sta progettando un piano di successione che coinvolge il suo bene più iconico: le azioni di Ferrari. Stando a quanto riportato da Bloomberg, l’attuale vicepresidente del Cavallino, lo scorso mese ha istituito un trust di famiglia per trasferire la quota di circa il 10% ereditata dal padre Enzo Ferrari, a favore della figlia Antonella e i nipoti Enzo Mattioli Ferrari e Piero Galassi Ferrari.

La fortuna di Piero Ferrari è cresciuta negli ultimi anni, dato che le azioni dell’azienda di Maranello hanno guadagnato più del 300% dalla quotazione a New York nel 2015. Possiede anche una partecipazione nel costruttore italiano di yacht di lusso Ferretti Group ed è presidente della società di servizi di ingegneria HPE COXA. La creazione del trust non influirà sull’accordo che Piero ha raggiunto alla fine del 2015 con Exor NV, la holding della famiglia miliardaria Agnelli e maggiore azionista della Ferrari con una quota del 24% circa. L’accordo prevede un impegno di consultazione “con l’obiettivo di formare ed esercitare una visione comune sui punti all’ordine del giorno di eventuali assemblee generali degli azionisti Ferrari”.

La mossa offre una rara visione dei piani di successione dei super-ricchi del mondo. Secondo una ricerca di UBS Group AG e PwC, nei prossimi due decenni i miliardari trasferiranno più di 2.000 miliardi di dollari, e la pandemia di Covid-19 contribuirà ad accelerare questo cambiamento.
La Ferrari sta cercando di trasformare la sua storica fabbrica nel nord Italia in un centro di produzione di auto a batteria. La trasformazione sottolinea come anche i produttori di motori a combustione di fascia alta si stiano preparando per un futuro in gran parte elettrico. La casa automobilistica prevede di investire circa 4,4 miliardi di euro (4,7 miliardi di dollari) per sviluppare modelli completamente elettrici e ibridi plug-in che costituiranno il 60% del suo portafoglio entro il 2026, ha dichiarato l’amministratore delegato Benedetto Vigna a giugno durante la giornata dedicata ai mercati dei capitali dell’azienda.

di Lorenzo Magnani

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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