Familiari a carico: quando è possibile beneficiare della detrazione?

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Il beneficio della detrazione fiscale prevista in caso di familiari a carico è legato, tra gli altri fattori, al grado di parentela con il familiare, all’età dei figli e al reddito percepito

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La misura della detrazione decresce al crescere del reddito

Il limite di reddito ai fini della qualificazione di familiare a carico deve ritenersi fissato con riferimento all’intero periodo d’imposta

Coniuge, figli, nipoti, genitori, fratelli, nuore, suoceri. Questi sono i soggetti, meglio ancora i membri della famiglia, che il diritto italiano riconosce, al ricorrere di certe condizioni, come fiscalmente a carico di un familiare.
Avere un familiare fiscalmente a carico, così come previsto dall’art. 12 del Tuir, dà diritto a vedersi riconosciuto il beneficio della detrazione fiscale Irpef, che varierà al variare del reddito percepito dal contribuente, nonché del numero e della tipologia di familiari considerati a carico.
Perché un familiare possa essere considerato a carico di un altro, dal punto di vista fiscale, è necessario che non superi determinate soglie reddituali. In particolare, è necessario che il familiare a carico non abbia percepito un reddito superiore a 2.840,51 euro, nel lasso temporale di un periodo di imposta. Uguale limite concerne quello previsto per i figli (compresi gli adottivi, i naturali, quelli riconosciuti o affiliati), che sono considerati a carico fino al raggiungimento dei 24 anni di età se non possiedono redditi superiori a 4 mila euro.

E invero, fermi questi principi, è appena il caso di fare riferimento ad una recente pronuncia della Corte di Cassazione, n. 34186, con la quale si è posta l’attenzione sull’orizzonte temporale da prendere in considerazione per il calcolo del reddito complessivo del familiare a carico, a partire dal quale è possibile applicare la detrazione.

I giudici hanno precisato che per comprendere se si può, o meno, beneficiare delle detrazioni previste per familiari a carico occorre prestare attenzione non al momento in cui il reddito di questi si manifesta, ma all’intero periodo di imposta. In buona sostanza, l’orizzonte temporale che rileva per il calcolo della soglia reddituale del familiare abbraccia l’intero periodo di imposta e non si limita al singolo momento in cui il reddito viene prodotto.

Pertanto, spiegano i giudici della Suprema Corte, se il reddito del familiare a favore del quale è stata sostenuta una spesa (nel caso oggetto di sentenza, trattasi di riscatto di laurea) ha superato anche per un solo mese la soglia prevista dalla legge, non potrà operare alcuna detrazione Irpef.

L’esercizio della detrazione di imposta, per spese che il contribuente sostiene a favore di familiari, è legittimo a condizione che il beneficiario (vale a dire il soggetto nel cui interesse la spesa viene sostenuta), per tutto il periodo di imposta, non possieda redditi superiori al limite di legge.

In questo senso, il limite di reddito ai fini della qualificazione di familiare a carico deve ritenersi fissato con riferimento all’intero periodo d’imposta, rimanendo del tutto indifferente il momento in cui tale reddito si è prodotto nel corso del periodo stesso.

Nel caso di specie, come si apprende dalla lettura della sentenza, i giudici hanno confermato il disconoscimento del diritto alla detrazione ad un contribuente che ha sostenuto le spese per il riscatto di laurea della figlia, in considerazione del fatto che questa – per il solo mese di novembre – aveva percepito un reddito superiore ai limiti reddituali previsti per beneficiare della detrazione.

Altrimenti detto, per la Cassazione è irrilevante il fatto che la figlia del contribuente, ad esclusione di novembre, fosse effettivamente a carico del padre per i restanti 11 mesi. L’orizzonte temporale che rileva ai fini del beneficio è quello dell’intero periodo di imposta; a nulla rilevando il fatto che il reddito del familiare, nel cui interesse è stata sostenuta la spesa, per la maggior parte dell’anno è ridotto al punto da comportare l’esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi percepiti o da non consentirne l’autosufficienza economica.

Ad avviso dei giudici ciò che importa, ai fini dell’esclusione dal beneficio, è che nell’intero periodo di imposta il familiare abbia percepito anche un solo reddito idoneo a superare la soglia prevista dalla legge.


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di Nicola Dimitri

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Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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