Famiglie italiane, venduti 21 miliardi di euro fra azioni e bond

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Nel primo trimestre 2022 le attività finanziarie delle famiglie si sono ridotte per la prima volta da inizio 2020, hanno mostrato i dati Bankitalia

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Gli italiani hanno liberato il loro portafoglio da azioni e bond nel primo trimestre, ma nel frattempo i depositi sono aumentati di 14,5 miliardi

E’ quanto emerge dalle nuove statistiche dei Conti finanziari pubblicate dalla Banca d’Italia il 18 luglio

Per la prima volta dall’inizio del 2020 si sono ridotte le attività finanziarie delle famiglie italiane, con una riduzione netta di 8,5 miliardi di euro nel primo trimestre del 2022

Ad aver inciso di più in questo calo è stata la vendita di azioni e partecipazioni, pari a 17,8 miliardi di euro, cui si è aggiunta una vendita da 3,4 miliardi di euro di titoli di debito, come le obbligazioni, e vendite di altre attività finanziarie per 8,5 miliardi. Gli italiani, insomma, hanno liberato il loro portafoglio da azioni e bond nel primo trimestre per ingrossare di 14,5 miliardi i depositi bancari e acquistare strumenti di risparmio gestito, per 6,7 miliardi di euro. 

E’ quanto si legge nelle nuove statistiche dei Conti finanziari pubblicate dalla Banca d’Italia il 18 luglio. Per quanto riguarda le passività, invece, le famiglie italiane sono riuscite a ridurle di 13,8 miliardi netti, nonostante un aumento dei prestiti bancari di 6,5 miliardi nel primo trimestre. 

Le attività finanziarie delle imprese 

Il quadro si ribalta per le società non finanziarie, che hanno aumentato le attività finanziarie in loro possesso di 6,4 miliardi netti, grazie a un “ingente acquisto di azioni e altre partecipazioni” con un controvalore di 25,4 miliardi di euro. Al contrario di quanto osservato per le famiglie, inoltre, si sono ridotti i depositi per un ammontare pari a 15,7 miliardi di euro. Stazionarie, invece, le passività delle imprese con una piccola riduzione da 0,7 miliardi di euro, guidata “dai rimborsi netti di titoli obbligazionari (-2,1 miliardi di euro) e di prestiti (-0,9 miliardi di euro)”, mentre sono state a segno più “le emissioni di azioni e altre partecipazioni (1,2 miliardi di euro) e le altre passività finanziarie (1,1 miliardi di euro)”.

La ricchezza delle famiglie italiane, un ripasso

Secondo l’ultimo rapporto sulla ricchezza dei settori istituzionali, pubblicato da Bankitalia e Istat lo scorso gennaio, a fine 2020 la ricchezza netta delle famiglie italiane ammontava 10.010 miliardi di euro detenuta per la metà in abitazioni, mentre òe attività finanziarie delle famiglie, valevano 4.800 miliardi. Nella “torta” della ricchezza detenuta dalle famiglie italiane a fine 2020 le azioni pesavano per l’8,9%, biglietti e depositi per il 14,2% e il 20,7% le “altre attività finanziarie”. In immobili residenziali la parte del leone: rappresentavano il 47% della ricchezza delle famiglie.Ma è vero che le famiglie italiane sono molto più ricche di quelle degli altri Paesi avanzati? Sì, se viene considerata in rapporto al reddito disponibile (ossia a quanto guadagnano dopo aver pagato le tasse). Alla fine del 2020 la ricchezza netta delle famiglie italiane è pari a 8,7 volte il reddito disponibile, un rapporto in linea con quello osservato in Francia, ma superiore a quello di Canada, Germania e Regno Unito. Tuttiavia, ha ricordato Bankitalia “il calo dell’indicatore relativo all’Italia tra il 2012 e il 2018 ha nettamente ridotto il divario positivo rispetto ad altri Paesi, in particolare la Francia”. 

Ma questo non è l’unico modo di osservare la ricchezza. Se quest’ultima, infatti, viene rapportata alla popolazione allora quella italiana è fra le più basse fra i Paesi avanzati, a eccezione della Spagna. Nel 2005, invece, superava quella delle famiglie tedesche, canadesi e francesi.


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di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

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