Etf attivi: Aurilia (JP Morgan AM), crescerà la consapevolezza di poter combinare Etf e alfa

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L’interesse degli investitori verso gli Etf attivi cresce rapidamente, anche in Italia. Con Andrea Aurilia, Country Head di JP Morgan Am per l’Italia, abbiamo fatto il punto sull’evoluzione dell’industria degli ETF che si allarga anche alla gestione attiva

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Gli Etf negli anni si sono evoluti e stanno avanzando le soluzioni a gestione attiva. Gli Etf attivi sono fondi quotati in borsa che non si limitano a replicare passivamente un determinato indice, ma prevedono la presenza di un gestore o team di gestione che investe su un portafoglio di titoli seguendo un criterio di selezione indicato nel prospetto informativo.

Gli asset investiti in Etf gestiti attivamente quotati a livello globale hanno riportato afflussi record di 166,9 mld in 11 mesi (dati Etfgi al 30/11/2023). Con Andrea Aurilia, Country Head di JP Morgan Am per l’Italia, abbiamo fatto il punto sull’evoluzione dell’industria degli ETF che si sta allargando anche alla gestione attiva e cosa spiega il crescente successo di questa tipologia.
“Il concetto di Etf ha subito un’evoluzione notevole nel tempo – spiega Aurilia -passando da uno strumento puramente passivo per l’accesso ai mercati a un contenitore economico, liquido e trasparente, all’interno del quale è possibile implementare qualsiasi tipo di strategia. In particolare, a differenza degli Etf passivi tradizionali, quelli a gestione attiva hanno l’obiettivo di generare un extra-rendimento rispetto ai mercati di riferimento, grazie alle capacità di ricerca e selezione di gestori esperti, che cercano di sfruttare le inefficienze degli indici azionari o obbligazionari per aumentare i rendimenti ponderati per il rischio”.
Questa combinazione unica di gestione attiva, generazione di alfa e le caratteristiche strutturali del veicolo Etf ha determinato il notevole successo di questa tipologia di strumenti. 

Dal lancio del primo Etf attivo nel 2008, questo settore è cresciuto significativamente a raggiungere 700 miliardi di dollari a livello globale (dati Etfgi a fine novembre 2023), con una forte accelerazione a partire dal 2018, specialmente in termini di offerta.

“La nostra esperienza suggerisce che, nel valutare l’acquisto di un Etf attivo, il fattore costi risulta essere l’ultimo aspetto preso in considerazione dagli investitori. Coloro che investono in Etf attivi sembrano infatti riconoscere che la gestione attiva comporti costi aggiuntivi rispetto alla mera replica, e tendono a focalizzarsi sulla selezione della piattaforma gestionale e di ricerca retrostante le strategie, nonché sui risultati effettivamente ottenuti in termini di alfa nel tempo”, aggiunge Aurilia.

Cosa possiamo attenderci in questo 2024? “Prevediamo che gli Etf attivi conquisteranno una fetta più significativa del mercato anche in Europa – indica il country Head di JP Morgan Am per l’Italia – . Nonostante il mercato europeo sconti un ritardo di circa quattro anni rispetto a quello statunitense, il fenomeno degli Etf attivi sembra mostrare una crescita similmente robusta in entrambi i mercati. Attualmente gli asset investiti in ETF UCITS europei ammontano a 27 miliardi di dollari, rappresentando circa il 2% del mercato complessivo. Tuttavia, riteniamo che questo ammontare possa crescere fino a raggiungere 95 miliardi entro la fine del 2027, registrando una crescita prossima al 40% e raggiungendo il 4% delle masse dell’industria (stime JPMorgan e Oliver Wyman, The Renaissance of ETFs (2023)). Prevediamo che l’adozione crescente di Etf obbligazionari attivi sarà una delle principali forze trainanti di questo sviluppo, insieme alla crescente consapevolezza degli investitori della possibilità di combinare ETF e alfa”. 

 “Noi come JPMorgan, in qualità di pioniere e principale emittente di ETF attivi in Europa, intendiamo mantenere e rafforzare la nostra posizione di leadership in questo spazio, continuando ad investire in ricerca, tecnologia, piattaforma, e continuando a lanciare strategie innovative che rispondano alle mutevoli esigenze degli investitori. Già nei prossimi mesi, tra dicembre e gennaio, prevediamo di lancere nello spazio UICTS tre nuove strategie attive in ETF del tutto uniche e innovative nelle rispettive categorie, e per i prossimi anni abbiamo pianificato una ricca pipeline di lanci come anche attività di formazione e marketing volte ad incrementare la consapevolezza e familiarità degli investitori”, conclude l’esponente di JPM.


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di Titta Ferraro

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Giornalista professionista dal 2006, laureato in Economia presso l’Università Bocconi di Milano. In We Wealth scrive di mercati, economia e investimenti, curando anche i progetti editoriali legati agli Etf.

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