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Le donne rappresentano il 54% dell’intera popolazione aziendale di Intesa Sanpaolo
“Sono resilienti, preparate, pronte alle sfide, collaborative: la loro maggiore presenza nella vita d’impresa potrebbe realmente essere per il nostro Paese un booster per lo sviluppo economico e sociale”, commenta Stefano Barrese
Eppure, se si considera unicamente la diversità di genere, in Italia ancora molto resta da fare. Secondo il IV rapporto sull’imprenditoriale femminile diffuso lo scorso luglio da Unioncamere, le imprese guidate da donne rappresentano solo il 22% del totale. Sebbene siano cresciute a un ritmo più sostenuto rispetto a quelle maschili negli ultimi cinque anni, la resilienza e la propensione all’innovazione durante la pandemia si sono rivelate insufficienti, mostrandole più deboli e sensibili all’andamento economico. Tra aprile e giugno, infatti, sono state registrate 10mila iscrizioni in meno di aziende femminili rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
L’attuale contesto di fragilità, tuttavia, ha reso necessaria l’implementazione di soluzioni complesse, orientate al digitale e alla revisione dei processi. Il 61% delle imprese intervistate ha dichiarato di aver adottato o di star valutando di adottare nel 2020 l’introduzione o il potenziamento di soluzioni digitali, ma anche la riorganizzazione di spazi di lavoro o commerciali (52%) e la modifica o l’ampliamento di canali di vendita (44%). Inoltre, lo smart working ha riguardato un lavoratore su tre durante il lockdown e si ritiene che si assesterà “nel 2021 su livelli superiori al pre-crisi”, spiega lo studio. Per rispondere agli shock, nel medio termine è stata individuata infine una particolare attenzione al capitale umano: la formazione aggiuntiva per il personale è stata considerata dal 42% delle intervistate, in particolare dalle imprese più piccole (40%) e da quelle con oltre 50 dipendenti (44%).
“In un momento tanto difficile per l’economia italiana e mondiale è ancora più importante puntare i riflettori sulle donne, sulle imprenditrici e lavoratrici, sulla loro forza e resilienza – spiega Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario – La ripartenza che tutti vogliamo inizia da qui: dalle capitane coraggiose e dalle piccole e medie imprese che hanno scelto di investire sul capitale di talento e competenze delle donne”. Secondo Stefano Barrese, responsabile divisione banca dei territori di Intesa Sanpaolo, infine, “le donne sono resilienti, preparate, pronte alle sfide, collaborative: la loro maggiore presenza nella vita d’impresa potrebbe realmente essere per il nostro Paese un booster per lo sviluppo economico e sociale”. Poi conclude: “Oggi siamo di fronte all’opportunità di pensare a nuovi paradigmi d’impresa e il primo passo è proprio ripartire dalle donne, dal loro coraggio, dalla loro creatività, dal loro sapere e saper fare”.

