Delega fiscale, torna l’Iri: cosa cambia per le imposte dell’impresa?

3 MIN

Il regime Iri, rifuso nel nuovo sistema di tassazione Irpef, garantirebbe una maggiore neutralità della variabile tributaria nelle scelte imprenditoriali

Indice

WW Snippets test

L’Iri prevedeva un trattamento differenziato tra il reddito reinvestito in azienda e quello distribuito ai soci o prelevato dall’imprenditore

il sistema duale di tassazione Irpef richiama alla mente, così come strutturato, l’imposta sul reddito di impresa, la c.d. Iri

Verso una maggiore neutralità della variabile tributaria nelle scelte imprenditoriali?

Tra le novità che caratterizzano la delega fiscale L. 111 del 2023 vi è senz’altro la revisione del sistema di tassazione Irpef.

Tuttavia, è stato osservato che il sistema duale di tassazione Irpef richiama alla mente, così come strutturato, l’imposta sul reddito di impresa, la c.d. Iri, a sua volta introdotta e poi abrogata prima dalla legge di Bilancio del 2017 e successivamente dalla legge di Bilancio del 2019, senza mai entrare in vigore.

La legge delega prevede, infatti, come messo in evidenza tra gli altri da un report elaborato dalla Banca d’Italia, un regime opzionale per le imprese in contabilità ordinaria che avvicina il trattamento fiscale delle imprese individuali e delle società di persone a quello riservato alle società di capitali.

L’obiettivo consiste nel tentare di rendere pressoché neutrale la scelta della forma giuridica per l’esercizio d’impresa e conseguentemente evitare che scelte organizzative non efficienti siano dettate essenzialmente da motivazioni fiscali.

La disposizione specifica si individua nella delega fiscale alla lettera g. dell’art. 5, titolo II, Capo I, dedicato alle imposte sui redditi, imposta sul valore aggiunto e imposta regionale sulle attività produttive.

In particolare, la suddetta lettera g recita:

per i redditi d’impresa, la previsione di un regime opzionale di tassazione per le imprese in contabilità ordinaria che favorisca la tendenziale neutralità tra  i  diversi  sistemi  di  tassazione mediante l’assimilazione al regime dell’imposta  sul  reddito  delle società (IRES)  con  l’assoggettamento  a  un’imposta  ad  aliquota proporzionale  uniformata  a  quella  dell’IRES,  restando  ferma  la partecipazione alla formazione del reddito  complessivo  degli  utili prelevati dall’imprenditore e di quelli distribuiti ai soci,  fino  a concorrenza  delle   somme   assoggettate   alla   predetta   imposta proporzionale, e prevedendo lo scomputo di quest’ultima  dall’imposta personale.

LE OPPORTUNITÀ PER TE.
Cosa cambia con la riforma fiscale?
Quali sono i vantaggi per l’imprenditore?
Gli advisor selezionati da We Wealth possono aiutarti a trovare le risposte che cerchi.
TROVA IL TUO ADVISOR

Cos’era l’Iri

Come si apprende dal report della Banca d’Italia sulla “Delega al Governo per la riforma fiscale”, tale regime è sostanzialmente analogo all’imposta sul reddito d’impresa (Iri).

L’Iri ammetteva un trattamento differenziato tra il reddito reinvestito in azienda e quello distribuito ai soci o prelevato dall’imprenditore individuale, tassando il primo alla stessa aliquota prevista per le imprese costituite in forma di società di capitali e assoggettando il secondo alla tassazione progressiva Irpef. 

Più in particolare, spiega la Banca d’Italia, l’Iri prevedeva:

  • la tassazione separata alla stessa aliquota Ires (24 per cento) del reddito d’impresa calcolato secondo le regole Irpef
  • la deducibilità da tale reddito d’impresa delle somme prelevate dall’imprenditore, dai collaboratori familiari o dai soci
  • la tassazione Irpef in capo a tali soggetti delle somme prelevate. L’adozione dell’Iri sarebbe avvenuta per opzione, di durata quinquennale e rinnovabile

Il regime Iri, per certi aspetti rifuso nel nuovo sistema di tassazione Irpef, è altamente auspicabile, secondo la posizione della Banca d’Italia, per un verso perché garantisce una maggiore neutralità della variabile tributaria nelle scelte imprenditoriali, per un altro in quanto indirettamente incentiva il rafforzamento patrimoniale di queste imprese, riducendo il prelievo sugli utili non prelevati dall’imprenditore o dai soci.


Warning: Undefined variable $tags in /home/wedev_n84yt/webapps/staging/wp-content/themes/the-project/template-parts/content.php on line 277

di Nicola Dimitri

WW Snippets test

Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

Fai rendere di più la tua liquidità e il tuo patrimonio. Un’opportunità unica e utile ti aspetta gratuitamente.

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N. 67 – aprile 2024
Magazine 66 – marzo 2024
Guide
Design

Collezionare la nuova arte fra due millenni

INVESTIRE IN BOND CON GLI ETF

I bond sono tornati: per anni la generazione di income e la diversificazione del rischio erano state erose dal prolungat...

Dossier, Outlook e Speciali
Più dati (e tech) al servizio del wealth
Il Trust in Italia