Decreto Rilancio: novità per Pmi e star-up innovative

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Il decreto Rilancio continua il suo iter e introduce delle novità per le start-up e le piccole e medie imprese innovative

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Tra le principali aggiunte troviamo: la detrazione fiscale fino a 300 mila euro per gli investimenti nel capitale delle start-up innovative e delle piccole e medie imprese e un credito d’imposta fino al 50% per la formazione di una società benefit

Per molte misure bisognerà aspettare le indicazioni del Ministro dello sviluppo economico e dell’economia per avere maggior dettagli e capire l’attuazione

Detrazione fiscale fino a 300 mila euro per gli investimenti nel capitale delle start-up e delle piccole e medie imprese (Pmi) innovative e un credito d’imposta fino al 50% per la formazione di una società benefit (soggetti che integrano nel proprio oggetto sociale, oltre agli obiettivi di profitto, anche lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera). Ma anche finanziamenti agevolati per le società che sono formate da lavoratori di imprese in crisi e un contributo a fondo perduto del 50% per tutti gli investimenti in design fatte da imprese di moda.
Queste le novità contenute all’interno del decreto Rilancio che  è stato convertito in legge il 16 luglio.

Ma entriamo nel merito delle varie agevolazioni concesse.

  • Il decreto rilancio ha dunque previsto per le persone fisiche che investono in start-up o in Pmi innovative, una detrazione d’imposta pari al 50% della somma investita nella società in questione. Questa modifica è importante perché inizialmente era stato deciso che la somma massima da detrarre dovesse essere calcolata su un importo massimo di 100.000 euro e il soggetto avrebbe dovuto mantenere l’investimento almeno per 3 anni nell’impresa innovativa scelta. Adesso invece il tetto si è alzato fino a 300.000 euro. Il periodo invece dei 3 anni resta invariato. Questo significa che se si decide di terminare l’investimento in una Pmi o start-up innovativa prima dei tre anni l’agevolazione fiscale decade.
  • Per quanto riguarda le società benfit, è riconosciuto un credito d’imposta del 50% per i costi legati alla costituzione o trasformazione in società di benefit. È possibile godere di questa agevolazione fino all’esaurimento dei 7 milioni di euro. Da ricordare che entro 90 giorni dall’entrate in vigore della legge di conversione il Ministero dell’economia e quello dello sviluppo economico definiranno le varie modalità e i criteri di attuazione dell’aiuto.
  • Passiamo ora alle imprese della moda. Questa volta si è cercato di avere un occhio di guardo alle piccole e medie imprese del settore che investono in design e nella creazione. Per raggiungere questo obiettivo è stato dunque previsto un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese (ammissibili) fatte. Il limite massimo è pari a 5 milioni di euro per il 2020. Al momento il dettaglio delle spese ammissibili non è ancora stato deciso. Entro 60 giorni dalla entrata in vigore della legge di conversione il Ministero dello sviluppo economico deciderà i dettagli e anche le modalità di erogazione.
  • Infine al Fondo per la crescita sostenibile vengono dati 15 milioni di euro per il 2020. Questi serviranno per la costituzione di nuove imprese, nelle forme di società o società cooperative, da parte di lavoratori di imprese in crisi. E’ stato deciso come gli enti, diverse dalle banche, potranno continuare a concedere dei finanziamenti a condizioni molto più agevoli rispetto a quelle presente oggi sul mercato, fino ad un volume complessivo di 30 milioni di euro. Gli importi unitari non dovranno invece essere superiori ai 40.000 euro.

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di Giorgia Pacione Di Bello

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