Dalle Wunderkammer alle rocce spaziali, l’universo in asta

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Il collezionismo dei meteoriti è in continua crescita. Lo dimostra il successo delle aste dedicate, come l’ultima di Christie’s, in cui i lotti sono andati tutti a ruba. Dietro a questi oggetti, degni di una Wunderkammer contemporanea, il fascino dell’ignoto

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Sono le rocce spaziali – come quelle andate all’incanto da Christie’s lo scorso febbraio, una sessione da guanti bianchi per un totale di 4,351,750 dollari – i must have delle mirabilia contemporanee, oggetti tanto improbabili quanto degni della vetrina d’onore di qualche Wunderkammer dei nostri giorni. Così i frammenti di meteorite, moldaviti e pallasiti rinvenuti in ordine sparso in tutto il mondo entrano oggi nelle raccolte private di collezionisti appassionati di meraviglie, tra gli oggetti più antichi messi a disposizione dalle case d’asta. Ecco il perché del successo straordinario di questi oggetti e gli highlights dell’asta. 

Rocce spaziali e Wunderkammer contemporanee

“Ci troviamo in un momento in cui siamo estremamente sensibili – ed affamati – di meraviglia”, racconta Darryl Pitt, curatore della Collezione Macovich, la più grande collezione privata di meteoriti nel mondo. “I meteoriti sono oggetti eccezionali in tal senso. A cavallo tra Ottocento e Novecento fu finalmente riconosciuto che le rocce potessero cadere dal cielo; ora, il cielo è solo limite per questi oggetti”.

Il fermento attorno alle rocce spaziali non è nuovo, spiegano da Christie’s. “I meteoriti sono oggetti molto ricercati da una vasta gamma di collezionisti, soprattutto quelli appassionati agli Old Masters”, spiega James Hyslop, Head of science and natural history della casa d’asta. “Potrebbe essere perché rappresentano una sorta di memento mori, ricordandoci la morte dei dinosauri”. Secondo gli ultimi studi, infatti, fu proprio un lungo inverno causato dall’impatto sulla Terra di un enorme asteroide del diametro di 10-12 km a causare la loro estinzione intorno a 66 milioni di anni fa. I meteoriti, d’altro canto, non sono altro che dei frammenti derivanti dall’impatto con l’atmosfera di un meteoroide, cioè un piccolo asteroide.

Oggetti, i meteoriti, che ben figurerebbero all’interno di qualche Wunderkammer contemporanea. Fu l’amore per lo sconosciuto, il mirabolante, l’arcano, a portare i collezionisti tra Cinquecento, Seicento e Settecento a creare delle vere e proprie “camere delle meraviglie”, una prassi comune nel Nord Europa e diffusasi nel resto del continente, Italia inclusa. Nel nostro paese sono celebri ancora oggi quella romana del gesuita Athanasius Kircher e quella bolognese del naturalista Ulisse Aldrovandi.

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La quarta più grande fetta di Luna – Tisserlitine 001. Meteorite lunare (breccia feldspatica) ritrovata nel Deserto del Sahara, a Kidal, Mali (21.325° N, 0.729° E). Prezzo di vendita: $525 mila, stima: $250-350 mila. Courtesy: Christie’s

L’asta da guanti bianchi di Christie’s

Sono stati 75 i lotti in vendita all’asta online Deep Impact: Martian, Lunar and Other Rare Meteorites, conclusasi il 23 febbraio con il 100% di lotti venduti. A dimostrare l’interesse dei collezionisti, oltre ai guanti bianchi, sono stati i 72 su 75 lotti ad aver superato la stima massima. “Questa asta da record ha raggiunto un pubblico ancora più vasto rispetto alle precedenti sessioni della categoria, con il 73% di nuovi clienti da 23 paesi e 5 continenti che hanno confermato l’appeal universale di queste creazioni ultraterrene e la crescita del mercato dei meteoriti”, ha commentato Hyslop.

Sono state le sfere ricavate da meteoriti tagliati in fette a rappresentare i pezzi più desiderati dell’asta. A guidare la sessione, infatti, è stata la quarta più grande fetta lunare, ottenuta dal famoso meteorite Tisserlitine 001, totalizzando 525 mila dollari, ben oltre la stima iniziale di 250-300 mila dollari. Una sfera di cristallo extraterrestre, un frammento del cuore di un antico asteroide, stimata per 14-18 mila dollari, ha raggiunto invece la cifra record di 350 mila dollari. Una sfera modellata dal meteorite lunare NWA 12691, poi, è stata venduta per 500 mila dollari, 20 volte la sua stima massima di 25 mila dollari. Una sfera Symchan contenente gemme extraterrestri, nella sua matrice metallica naturale, è stata inoltre venduta per 325 mila dollari, ben 18 volte la sua stima massima. Menzione finale per un frammento del rinomato meteorite ferroso Gibeon, il lotto più grande offerto in asta (139,55 kg), venduto per 437,5 mila dollari. Il frammento, proveniente dalla Collezione Macovich, era in precedenza andato all’incanto nel 1996 da Phillips e presso una casa d’aste di Dallas nel 2019.

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Meteorite Gibeon, una scultura naturale dallo spazio – ferro IVA, ottaedrite fine. Ritrovato a Gibeon, Great Nama Land, in Namibia. Prezzo di vendita: $437 mila, stima: $180-260 mila
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Il più bell’oggetto extraterrestre conosciuto – pezzo finale del meteorite Fukang. Pallasite ritrovata a Fukang, nella regione autonoma dello Xinjiang Uyghur (44°26′ N, 87°38′ E). Prezzo di vendita: $30 mila, stima: $3,5-4,5 mila
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Sfera di cristallo dal meteorite Mounionalusta – struttura cristallina di un meteorite ferroso in tre dimensioni. Ferro, ottaedrite fine, ritrovato a Kiruna, in Svezia (67°48′ N, 23°6′ E). Prezzo di vendita: $350 mila, stima: $14-18 mila
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Moldavite – vetro creato durante la collisione tra la Terra e un’asteroide. Ritrovato lungo la valle del fiume Moldava, Repubblica Ceca. Prezzo di vendita: $17,5 mila, stima: $2-3 mila
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Rara sfera lunate NWA 12691 – breccia feldspatica lunare. Ritrovato nel Deserto del Sahara, in Mauritania. Prezzo di vendita: $500 mila, stima: $15-25 mila

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di Giulia Bacelle

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Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

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