Dalle Langhe a New York: il debutto del Barolo en primeur

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Un approccio strategico, che guarda alla valorizzazione degli asset territoriali, a partire dalla sua eccellenza enologica. Che sarà protagonista di un’asta benefica da Christie’s a fine ottobre. Ne abbiamo parlato con Ezio Raviola, vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo

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«Abbiamo acquistato questa vigna da Ubi Banca, nel 2019», ci racconta Ezio Raviola, vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, in una giornata di metà ottobre nelle Langhe. La vigna non è un vigneto qualunque, ma la storica vigna Gustava (menzione geografica aggiuntiva ufficiale della denominazione Barolo). Un vigneto di quasi quattro ettari, adiacente il castello di Grinzane Cavour e parte del Patrimonio Unesco. Per la fondazione, un ritorno alle origini: «La vigna già era della Cassa di Risparmio di Cuneo nel 1940; poi fu venduta alla Bre banca, quindi a Ubi, che a un certo punto non era più interessata a mantenere l’asset in portafoglio. Per noi della Fondazione CRC era invece di importanza strategica. Volevamo preservare innanzitutto l’esistenza della scuola enologica con i suoi studenti, che sono il nostro futuro».
Una vocazione, quella alla filantropia, strutturale: «Il sostegno al territorio è nel nostro statuto, nel nostro Dna. Come fondazione ogni anno distribuiamo 26 milioni di euro sul territorio. È da queste premesse che nasce il progetto Barolo en Primeur, da un’idea del nostro presidente Giandomenico Genta».

barolo en primeur

Ezio Raviola Presidente Fondazione CRC e Matteo Ascheri Presidente Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani @Photo Murialdo

Ciascuna barrique, ancora in affinamento, sarà venduta da Christie’s Italia (il banditore sarà il direttore di Christie’s Italia, Cristiano De Lorenzo) il 30 ottobre, con una base d’asta di 30.000 euro. Antonio Galloni sarà in collegamento da New York. Gli acquirenti potranno gustare il proprio acquisto solo dal gennaio 2024, quando sarà terminato il periodo di affinamento. Da ciascuna botte saranno prodotte 300 bottiglie.

Ad ogni barrique è associato un progetto no-profit in ambito salute, ricerca, arti, inclusione sociale e salvaguardia del patrimonio culturale. Si tratta della prima vendita in assoluto in Italia di Barolo en primeur in barrique. E come afferma Matteo Ascheri, presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe Dogliani, quello in maturazione è un vino che «verrà ricordato per anni quanto a qualità. Non si dimentichi poi che le etichette saranno realizzate da un artista di fama mondiale, Giuseppe Penone».

Il vicepresidente fa riferimento all’evento benefico (di cui avevamo dato anticipazione qui) Barolo en primeur 2021, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, in collaborazione con la Fondazione CRC Donare e con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, «un progetto altamente sociale che speriamo di allargare a tutte le cantine del territorio». In virtù di questa iniziativa, sono state prodotte e raccolte le uve di nebbiolo da Barolo per vinificare 15 barrique da collezione, numerate e associate a un certificato Nft, emesso da Vinous, il cui fondatore e ceo è l’enologo Antonio Galloni.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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