Dagli Usa all’Iraq: la tavola dei sogni di Gilgamesh fa ritorno a casa

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Dopo i 17 mila reperti risalenti all’era mesopotamica rimpatriati lo scorso luglio, è pronta a tornare a casa (in Iraq) anche la tavola dei sogni di Gilgamesh

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Stando a quanto riportato qualche giorno fa dall’organismo culturale delle Nazioni Unite, l’Unesco, gli Stati Uniti sono in procinto di restituire formalmente all’ Iraq una tavoletta risalente a più di 3.500 anni. E non è tutto. La restituzione “senza precedenti” – come l’ha definita il ministro della Cultura iracheno – fa seguito al rimpatrio lo scorso luglio di oltre 17.000 tesori archeologici di più di 4 mila anni fa saccheggiati dalla terra medio-orientale negli ultimi decenni dallo Stato Islamico. La tavola sarà restituita giovedì 23 settembre durante una cerimonia alla Smithsonian Institution di Washington.
La restituzione ha una portata storica immensa che permette “al popolo iracheno di riconnettersi con una pagina della sua storia” come ha dichiarato in un comunicato Audrey Azoulay, direttore generale dell’Unesco. La tavola, conosciuta come la “tavoletta dei sogni di Gilgamesh”, seppur dalle dimensioni ridotte ha un valore immenso. Contiene infatti frammenti dell'”Epopea di Gilgamesh”, considerata una delle opere letterarie più antiche dell’umanità. La tavoletta scritta in sumero racconta le avventure di un potente re della Mesopotamia alla ricerca dell’immortalità. Gli studiosi credono che l’Epopea di Gilgamesh abbia avuto origine come una serie di leggende e poemi sumeri sull’eroe-re, che furono raccolti all’interno di un’epopea accadica molto più tardi. La versione più completa esistente oggi è conservata su 12 tavolette d’argilla della collezione della biblioteca del re assiro Ashurbanipal del VII secolo a.C. La tavoletta dei sogni d’argila e scritta con caratteri cuneiformi, si dice sia stata rubata da un museo iracheno nel 1991, durante la prima guerra del Golfo.

“Questa è la più grande restituzione di antichità all’Iraq” ha detto Hassan Nadhem, ministro dalla Cultura iracheno, salutandola come “il risultato di mesi di sforzi delle autorità irachene in collaborazione con la loro ambasciata a Washington”. Lunedì, l’Unesco ha definito il rimpatrio dei 17 mila reperti “una vittoria significativa nella lotta contro il traffico illecito di oggetti culturali”. “Il furto e il traffico illecito di manufatti antichi continua ad essere una fonte di finanziamento fondamentale per i gruppi terroristici e altre organizzazioni criminali organizzate” ha detto l’agenzia con sede a Parigi in un comunicato. Secondo l’organizzazione, i siti archeologici e i musei iracheni sono stati sistematicamente saccheggiati tra il 2014 e il 2019, quando il gruppo estremista dello Stato Islamico controllava ampie parti dell’Iraq e della Siria. La tavoletta invece sarebbe stata sequestrato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti al miliardario David Green nel 2019, proprietario della catena di negozi artigianali Hobby Lobby e appassionato di manufatti del Medio Oriente. Invece che essere esposta al Museo della Bibbia di Washington, come nell’intenzioni di Green, la tavoletta sarà consegnata ai funzionari iracheni presso la Smithsonian Institution il 23 settembre.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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