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La crisi agisce da catalizzatore nelle situazioni di stress e riporta gli investitori a essere ancora più selettivi rispetto al passato
La quarantena ha imposto una sorta di ripensamento delle proprie abitazioni e anche la necessità di una differente organizzazione degli spazi
Il settore retail, invece, già prima del covid-19 viveva un momento di rallentamento, conosciamo il fenomeno dell’ ecommerce, e quindi era già in atto un ripensamento dei format dei centri commerciali “Ora ovviamente l’impatto del covid-19 e agisce come catalizzatore degli effetti negativi, quindi ci aspettiamo una perdita di fatturato potenziale, e conseguentemente anche dei canoni, per il momento quantificabile in circa il 30% sull’anno corrente. I conduttori tendono a richiedere una scontistica di almeno tre mesi d’affitto”, ha proseguito Ricciardi, precisando che tengono le strutture commerciali con bacini dominanti, prosegue la crescita dei supermercati urbani, mentre sono andati in crisi le strutture secondarie i negozi di vicinato, a esclusione delle high street.
Parlando di retail è molto stretto il passaggio alla logistica, che nei primi mesi dell’anno e anche lo scorso anno ha vissuto un momento molto positivo. “Prevediamo un leggero impatto nel breve periodo e ci si aspetta un po’ di inesigibilità legata al fatto che alcuni tenant (che sono connessi al mondo della grande distribuzione o ai settori industriali fermati per decreti) potrebbero avere difficoltà a corrispondere i canoni di locazione. Prevediamo un’ulteriore evoluzione del settore logistico e la nascita di nuovi format anche con la crescita della logistica di prossimità”, ha spiegato la managing director di Duff & Phelps Reag Italy.
Resta, infine, l’ultimo segmento dell’hospitality e degli hotel, che – fino all’esplosione del coronavirus, viveva un momento molto positivo in Italia, sia in termini di occupancy sia di sentiment degli investitori. “Ad oggi non possiamo far altro che osservare una perdita di revenues dovuta alla chiusura delle strutture che prevediamo essere nei dintorni del 50-70% sull’anno corrente, con conseguente difficoltà a pagare i canoni”, ha illustrato Ricciardi che proprio in tema di canoni di locazione suggerisce di adottare “un approccio il più equilibrato possibile tra tenant e proprietari, perché l’uno non sopravvive senza l’altro”, mentre in ottica di crescita futura avverta “un’assoluta necessità di riorganizzare un settore strategico per l’Italia con l’opportunità anche di aggregare piccole strutture conduttorie, creando dei campioni nazionali sia di property company sia di società di gestione”.

