Crescono ancora le piccole delle dell’Aim

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Secondo l’annuale stima di Ir Top Consulting cresce del 5% il numero totale di società quotate su Aim Italia nel 2020 rispetto al 2019. Sono 23 le nuove quotazioni, 18 le ipo nella seconda metà dell’anno

Indice

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Lombardia prima per numero di Ipo. Seguono Lazio ed Emilia Romagna

Ipo: 24% tecnologia, 24% servizi e 14% energie rinnovabili

+42% la performance media delle nuove Ipo dalla data di quotazione

138 società quotate in totale (+5% vs 2019), 5,8 mld di euro la capitalizzazione, oltre 4,8 miliardi di euro la raccolta complessiva

Nel 2020 il mercato Aim Italia non si è fermato: sono state 23 le nuove quotazioni sul mercato dedicato alla crescita delle Pmi rispetto al record segnato nel 2020 di 35 quotazioni. A riportarlo, Anna Lambiase, fondatore e ceo di Ir Top Consulting la boutique finanziaria specializzata sui capital market e nell’advisory per la quotazione: “Nel primo semestre dell’anno, per effetto dell’emergenza Covid-19, le Ipo su Aim hanno subito un rallentamento, con un’inversione di tendenza a partire da agosto, richiamando 18 nuove Ipo e due ammissioni. Il taglio medio delle operazioni su Aim nel 2020 ha raggiunto i 6,5 milioni di euro di raccolta di capitale, superando il dato delle Ipo del 2019 (5,9 milioni di euro) con una dimensione aziendale pari a 21 milioni di euro in termini di fatturato medio e 24 milioni di euro in termini di capitalizzazione da Ipo”.
Le regioni che hanno contribuito maggiormente? Soprattutto la Lombardia con il 38%, il Lazio con il 33%, l’Emilia-Romagna e il Piemonte con il 10%. “Il 2020 ha visto la nascita del nuovo segmento Aim Professional, dedicato a startup e scaleup che conta 3 oggi nuove società – prosegue Lambiase -. Con la proroga del credito di imposta sui costi di quotazione, per il 2021 ci attendiamo un nuovo impulso alle Ipo di Pmi grazie all’ulteriore stanziamento del Governo pari a 30 milioni di euro”.

Ipo 2020

Aim Italia ha evidenziato il maggior numero di collocamenti rispetto al mercato principale, nonostante gli effetti dell’emergenza Covid-19, confermando il trend registrato negli ultimi anni. Si contano 23 ammissioni, di cui 21 nuove Ipo, in ridimensionamento rispetto al 2019 (35 quotazioni, di cui 31 Ipo e quattro ammissioni post business combination). I collocamenti si sono concentrati nella seconda metà dell’anno, principalmente tra ottobre e dicembre. In particolare, sono approdate sul listino dedicato alla crescita delle PMI: Planetel, eVISO, Convergenze, Tenax International, Comal, Promotica, Tecma Solutions, Euro Cosmetic, OSAI Automation System, Trendevice, ESI, Labomar, Reti, Sourcesense, Fabilia Group, Cy4gate, Sebino, Unidata. Su Aim Professional: Mit Sim, Igeamed e Fenix Entertainment. Inoltre, sono state ammesse due società a seguito di operazioni di fusione con società precedentemente quotate sul listino: Franco Umberto Marmi (business combination con TheSpac) e Industrie Chimiche Forestali.

Le 21 nuove IPO hanno raccolto 136 milioni di euro (207 milioni di euro nel 2019). La capitalizzazione totale in Ipo è pari a 513 milioni di euro. La raccolta media delle Ipo nel 2020 è stata pari a 6,5 milioni di euro, superiore al 2019 e il flottante in Ipo è stato pari al 25%, in linea con il dato registrato dalle Ipo nel 2019 (24%). Provengono per il 38% dalla Lombardia, il 33% dal Lazio, il 9,5% dall’Emilia Romagna e il 9,5% dal Piemonte. Seguono Veneto e Campania, ciascuna rispettivamente con una Ipo (4,8%). In termini di raccolta di capitali, si collocano ai primi posti Lazio (32%), Lombardia (29%) e Veneto (22%).

Il 76% delle nuove IPO si concentra su 4 settori, secondo la classificazione elaborata dall’ufficio studi IR Top Consulting: tecnologia (5 aziende, 24%), servizi (5 aziende, 24%), energia ed energie rinnovabili (3, 14%), telecomunicazioni (3, 14%) e industria (2, 10%). Seguono media & entertainment, finanza ed healthcare. Presentano ricavi medi pari a 21 milioni di euro. Otto società (38% sul totale Ipo) sono Pmi innovative. L’utilizzo del capitale in quotazione ha riguardato principalmente a tre linee di sviluppo: il rafforzamento delle attività di R&D, l’espansione su mercati internazionali e l’incremento della capacità produttiva. Dalla data di quotazione, la performance media delle Ipo 2020 è stata del +42%.


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di Redazione We Wealth

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