Convenzione contro le doppie imposizioni: attenti alle competenze tributarie

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La convenzione contro le doppie imposizioni ha come obiettivo far sì che non si verifichino doppie tassazioni. Non ha il compito di garantire che un contribuente non sia tassato in modo maggiore in uno stato piuttosto che in un altro

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Il caso esaminato dalla Corte di giustizia europea è di due ex lavoratori italiani che si sono trasferiti in Portogallo per godersi la pensione

Il Portogallo è un paese dove si sono messe in campo politiche per attirare i pensionati dall’estero garantendo una tassazione molto bassa

La tassazione dei redditi non è univoca in tutti gli stati dell’Unione europea. La diversità non è però da considerarsi violazione del principio della libera circolazione all’interno dell’Ue. Questo quanto ha stabilito la Corte di giustizia europea in una sentenza del 30 aprile 2020.
Ma andiamo ad esaminare il caso che ha portato i giudici europei a questa decisione.

Il caso

Due ex dipendenti pubblici con cittadinanza italiana si sono trasferiti in Portogallo nel 2015 e hanno chiesto di ricevere la pensione nel nuovo paese di residenza. L’Inps ha però rigettato la domanda ritenendo che esaminando la convenzione contro le doppie imposizioni Italia-Portogallo gli ex impiegati pubblici italiani devono essere soggetti a imposizione in Italia. Vista la risposta dell’Inps i due cittadini italiani si sono rivolti a un giudice che ha rinviato la questione alla Corte di giustizia europea, ritenendo che la convenzione Italia-Portogallo prevedesse una diversità di trattamento tra pensionati italiani (privati e pubblici) residenti in Portogallo. E dunque i pensionati non ex dipendenti privati in Portogallo possono godere di tasse più basse mentre quelli pubblici no. Secondo questo giudice questa convenzione andava a impedire la libertà di circolazione garantita a tutti i cittadini europei sul suolo Ue.

La decisione

Secondo i giudici della Corte di giustizia gli stati membri sono liberi di stabilire le convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni come meglio credono. E tra queste libertà c’è anche il diritto di uno stato di decidere la competenza tributaria. L’obiettivo di queste convenzione è infatti di quello di evitare una doppia tassazione e non quello di garantire che un contribuente non sia tassato in modo maggiore in uno stato piuttosto che in un altro. Secondo i giudici della Corte di giustizia la disparità di trattamento che i ex dipendenti pubblici lamentano di aver subito deriva dalla ripartizione del potere impositivo tra i due stati (in questo caso Italia e Portogallo). E dunque, secondo i giudici europei questa decisione contenuta nella convenzione non deve essere considerata come una discriminazione delle libertà di circolazione sul suolo Ue.


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di Giorgia Pacione Di Bello

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