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Luca Mainò “Consultique): “L’Albo è operativo da poco meno di 2 anni. Siamo arrivati a un punto di non ritorno e i numeri che abbiamo dimostrano che il mercato è solo all’inizio e si sta sviluppando sempre più velocemente”
Cesare Armellini (Consultique): “La strada è stata tracciata e rappresenta un’opportunità anche per i giovani che oggi possono trovare strutture operative sul territorio dove andare a imparare quella pratica fondamentale per svolgere al meglio questo mestiere”
Se si fa un confronto a livello internazionale si nota come la cultura finanziaria in Italia sia molto bassa, mentre la situazione cambierebbe se ci fosse più indipendenza. “De 26 paesi più evoluti, noi ci troviamo all’ultimo posto assieme a Taiwan”, ha commentato Armellini, che poi ha spiegato che nei Paesi in cui si è sviluppata una consulenza finanziaria indipendente a livello mondiale, la cultura finanziaria è molto elevata. “È necessario andare dritti verso questa rotta”, ha aggiunto, ricordando che sui conti correnti degli italiani ci sono circa 1.700 miliardi di euro, una cifra imponente, che si è accumulata negli anni; una cifra pari addirittura al Pil italiano. “Ma la motivazione per cui gli italiani preferiscono mantenere i soldi sul conto corrente e non investirli è legata al fatto che non si fidano più del sistema, e nello specifico non si fidano più del sistema finanziario tradizionale – ha proseguito Armellini – Aumentare la cultura del paese significa rimettere in circolo gran parte di questi 1.700 miliardi di euro, apportando benefici sia all’economia italiana sia a investitori e risparmiatori che troverebbero un vantaggio nell’ottimizzazione degli investimenti”.
Come sta andando e come si sta sviluppando la consulenza indipendente? La risposta arriva da Mainò che ricorda che le ultime ricerche hanno evidenziato che negli Stati Uniti più del 90% dei cittadini fa ricorso alla consulenza indipendente. E in Italia? “Nel nostro Paese, un’analisi della Consob ha evidenziato che circa la metà degli investitori italiani è ben disposta nei confronti della consulenza finanziaria, e che è disponibile a un approccio a parcella, quindi a versare una parcella per un servizio di consulenza ricevuto”, ha risposto. E la stessa tendenza si vede anche nel mondo private. “Una ricerca di Finer ha messo in luce come più del 90% dei clienti private sia interessato alla consulenza finanziaria – ha detto Maino, che poi ha concluso dicendo – E nei prossimi 5 anni è previsto che le masse sotto consulenza finanziaria passino dagli attuali circa 10 miliardi di euro a 500 miliardi di euro, sostanzialmente pari a circa il 10% delle masse in gestione al sistema bancario e al sistema delle reti di distribuzione”.

