Consulenti, cambi di casacca: Mediolanum e Banca Generali al top

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E’ stato un anno di grandi movimenti fra i consulenti finanziari, perlomeno negli Stati Uniti: sono stati 9.674, fra i professionisti con almeno tre anni di esperienza, ad aver cambiato casacca, passando da un intermediario all’altro nel corso del 2023. Si tratta di un aumento nel volume dei trasferimenti pari al 7,5% rispetto a quanto registrato l’anno precedente. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto annuale realizzato Diamond Consultants, per il quale è importante guardare ai trasferimenti degli advisor esperti per capire come si muovono le cose, e non fermarsi ai numeri crescita dei team delle reti di consulenza. “E’ diventato sempre più comune per le società di tutte le dimensioni riportare successi nel reclutamento basati esclusivamente sul conteggio degli impiegati, senza applicare filtri”, ha commentato il vicepresidente della società, Jason Diamond, “se un produttore da 10 milioni di dollari se ne va, e la sua ex società lo sostituisce con un apprendista con meno di un anno di servizio, è probabile che questo venga riportato come ‘nessun cambiamento’ nel conteggio totale dei consulenti”. Naturalmente, il vero numero che conta per la redditività è relativo agli asset in gestione “non il numero dei consulenti”.

Negli Stati Uniti la banca che ha avuto la maggiore emorragia di professionisti del risparmio è stata First Republic Bank, uno degli istituti regionali colpiti dalla fuga dei depositi seguita ai crac di Svb e Signature. “Tuttavia, molte società che continuano a operare al di fuori delle linee per selezionare team, principalmente perché la concorrenza è aumentata da tutti gli angoli dell’industria”, si legge nel rapporto. Fra le grandi banche americane, è stata soprattutto Morgan Stanley ad aver registrato il miglior saldo fra nuovi entrati con almeno tre anni di esperienza e fuoriusciti (+185), mentre perdono pezzi sia Ubs sia Merril Lynch sia Wells Fargo.

I grandi intermediari Usa che hanno assunto più consulenti

Morgan Stanley:

  • Guadagno di advisor: 445
  • Perdita di advisor: 260
  • Variazione netta: 185

UBS:

  • Guadagno di advisor: 114
  • Perdita di advisor: 168
  • Variazione netta: -54.

Merrill Lynch:

  • Guadagno di advisor: 360
  • Perdita di advisor: 453
  • Variazione netta: -9

Wells Fargo

  • Guadagno di advisor: 237
  • Perdita di advisor: 623
  • Variazione netta: -386

“In senso generale, tutte e quattro le società di brokeraggio (wirehouse) sono preoccupate della conservazione degli asset”, si legge nel rapporto, citando l’elenco dei prodotti più “vantato”: investimenti alternativi, così come Separately Managed Account/Unified Managed Account, conti di investimento gestiti in modo separato o unificato da un gestore di portafoglio professionale. Ossia “tra i prodotti più difficili da trasferire a nuove società poiché alcuni loro aspetti sono spesso proprietari”.

L’appeal dell’indipendenza, la size delle banche

In generale, il mercato dei consulenti finanziari negli Stati Uniti si è allontanato dalle grandi reti sopra menzionate (-348) per spostarsi verso la consulenza indipendente delle Ria, che hanno incrementato le proprie unità nette di 563 advisor esperti. In decisa fuoriuscita anche le “boutique” (-256), mentre gli attori regionali hanno complessivamente attirato più consulenti di quelli andati via (+41).
Questi numeri, secondo Diamond Consultants, dimostrano come negli Stati Uniti la professione indipendente sia chiaramente quella più promettente per il futuro, anche se i grandi numeri degli intermediari classici non devno trarre in inganno: “E’ facile guardare i dati sopra indicati e trarre una semplice conclusione: che il modello wirehouse stia morendo e che l’indipendenza sia il futuro. Ma riteniamo che questa conclusione sia, nella migliore delle ipotesi, incompleta e, nella peggiore, completamente inaccurata… In breve, il canale indipendente sta certamente crescendo rapidamente, ma le grandi società dominano ancora l’industria”.

Reti di consulenza: chi ha reclutato più banker nel 2023

Per quanto riguarda l’Italia non è disponibile un dato complessivo sui cambi di casacca dei consulenti finanziari, anche se le politiche di reclutamento restano sempre molto attive per tutte le principali banche. Nel dettaglio delle cinque grandi reti di consulenza, è stata Banca Mediolanum a incrementare di più il numero dei suoi consulenti finanziari, in termini relativi e assoluti, seguita da Banca Generali. Solo Azimut ha registrato un piccolo saldo negativo nel 2023. Come ricordato in precedenza, il numero dei consulenti, da solo, non è in grado di esprimere quanto siano aumentati gli asset con i relativi portafogli di clienti portati “in dote”.


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di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

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