Confindustria, moda +23%, ma lontana da livelli pre covid

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Il settore fashion italiano guadagna terreno rispetto al 2020, ma resta a livelli ancora inferiori a quelli ante crisi. Ci sono però alcuni mercati che hanno superato il 2019

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Il comparto della moda è cresciuto in Italia del 23% primi nove mesi del 2021 rispetto al 2020. Si tratta però di un divario ancora superiore del 10% rispetto ai livelli ante covid. Lo affermano le rilevazioni di Confindustria Moda, la Federazione Italiana che riunisce le associazioni dei settori tessile, moda e accessorio.
L’associazione di categoria comunica che nel terzo trimestre del 2021 il fatturato delle aziende rappresentate registra una crescita complessiva del +18,1% rispetto al corrispondente periodo del 2020, e un aumento degli ordini del +21,3%. Per la prima volta da quando è stata avviata la rilevazione, nel terzo trimestre 2021 la quota di aziende a campione che ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali risulta lievemente minoritaria, pur attestandosi su livelli alti, pari al 49%, comunque in calo rispetto al 65% del secondo trimestre. Rispetto al periodo pre-pandemico, infatti, il 39% delle aziende afferma di aver assistito a una crescita del fatturato, l’8% è sui livelli di allora e il 53% non ha ancora ripianato il divario coi livelli pre-Covid.

Con riferimento ai mercati esteri, le esportazioni di tessile moda e accessorio mostrano, nei primi otto mesi dell’anno, un rimbalzo del +26,2% sul medesimo periodo del 2020, arrivando a circa 42,7 miliardi di euro. Tuttavia, rispetto al livello di export del gennaio-agosto 2019, si registra ancora un divarioo del -5,1% (-2,3 miliardi circa). Emerge inoltre che l’area Ue cresce sul 2020 del +22,2%, restando al di sotto del -1,6% sul 2019. L’extra-Ue cresce. invece del +29,2% sul 2020, ma segna ancora un -7,4% rispetto al 2019. Alcuni mercati però hanno superato anche i livelli pre-covid: gli Usa per esempio, registrano un +46,5% rispetto al 2020, con un +3,4% sul 2019. La Cina segna +64,6% sul 2020 e +23,7% rispetto al 2019. Gli Emirati Arabi vanno addirittura al raddoppio, con un +94,5% rispetto al 2020 e un +4,7% rispetto al 2019.

Cirillo Marcolin, presidente di Confindustria Moda, commenta: «Nonostante le grandi difficoltà che il nostro settore ha affrontato lo scorso anno, il Tessile, Moda e Accessorio segna ad oggi una ripresa molto positiva, anche se ancora non del tutto sufficiente per tornare ai livelli pre-pandemici. Il percorso per il rilancio dell’industria TMA Made in Italy presenta già nuovi ostacoli, a partire dal forte aumento dei costi di materie prime ed energia. Anche il virus non è sconfitto del tutto e timori su possibili nuove restrizioni al turismo rappresentando un’ulteriore minaccia per la ripresa».

Poi, uno sguardo al futuro: «Nei prossimi mesi tutto il nostro settore dovrà impegnarsi per cogliere le opportunità del Pnrr per affrontare al meglio le sfide del futuro. Accelerare il percorso di transizione green e digital, infatti, non è solo la chiave per crescere più forti di prima, ma rappresenta un vero e proprio cambiamento culturale che deve interessare tutti i comparti della filiera. Per poter affrontare al meglio questa sfida e competere nel mercato di oggi, il “piccolo e bello” che ha caratterizzato il Fashion Made in Italy negli anni non è più sufficiente. Le imprese che compongono il nostro tessuto hanno la necessità di accrescere le loro dimensioni e diventare più strutturate, anche attraverso i meccanismi di aggregazione che la legislazione mette a disposizione».


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di Redazione We Wealth

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