Come investono i giovani: tanti Etf e pac per il lungo periodo

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Da un’analisi di Scalable Capital sulle scelte dei propri clienti emerge che gli Etf siano la soluzione d’investimento più richiesta nella fascia 18-34 anni e oltre la metà degli utenti (60%) investe in indici ampiamente diversificati. Anche tra i clienti Revolut gli Etf si stanno ritagliando un crescente spazio

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I giovani che devono fare i conti con disponibilità limitate, ma hanno dalla loro il fattore tempo. Guardando i trend di realtà digitali quali Scalable Capital e Revolut, che vedono una grande presenza di giovani tra i loro clienti, emerge un spiccata tendenza a utilizzare in maniera capillare gli Etf, ritenuti gli strumenti più idonei anche dal punto di vista dei costi. 

Analizzando il comportamento di investimento su Scalable Broker – piattaforma di investimento che vede più della metà dei suoi 600 mila clienti appartenere alla fascia tra i 18 e i 34 – emerge come Etf e piani di accumulo siano le soluzioni più utilizzate, in particolare dai millennial (25/34 anni) che ad oggi rappresenta il cluster d’età più numeroso (39% del totale). I maggiori richiedenti di Etf sono i clienti più giovani (tra i 18 e i 34 anni): quasi tre quarti (73%) del loro patrimonio è investito attraverso questi strumenti. Dallo spaccato offerto da Scalable Capital – che permette di creare piani di risparmio a partire da 1 euro (zero costi d’ordine) – emerge che la finalità dell’investimento non è il mero trading per il guadagno immediato, ma la creazione di valore sul lungo periodo; comportamento comune a tutti e 6 i Paesi in cui Scalable opera (Germania, Austria, Italia, Spagna, Francia e Paesi Bassi) e attribuibile alla consapevolezza di dover provvedere privatamente alla propria pensione.

Altro aspetto che emerge è che quasi la metà dei clienti di Scalable Broker investe regolarmente: i clienti hanno attivi, in media, quasi quattro piani di accumulo e investono poco meno di 450 euro al mese, cifra che tra le donne risulta essere ancora più alta. “I nostri investitori si muovono con consapevolezza e lungimiranza: non giocano d’azzardo ma investono a lungo termine con piani di accumulo. Gli Etf rappresentano il primo strumento scelto anche se, giustamente, in ottica di diversificazione abbiamo assistito un incremento di investimenti in prodotti a base di interesse. Sono trend che assumono maggiore rilevanza se pensiamo che oltre la metà di clienti è giovane”, commenta Erik Podzuweit, fondatore e co-CEO di Scalable Capital.
 Quasi un terzo degli utenti Scalable ha investimenti ESG, particolarmente diffusi nei portafogli della generazione Z e delle donne. “Nella prima metà del 2023, i portafogli di Scalable Capital hanno rappresentato quasi l’1% di tutti gli afflussi netti globali nei prodotti ESG, includendo anche le grandi assicurazioni, i fondi e gli investitori professionali”, aggiunge Podzuweit.

Esposizioni globali e sensibilità sui costi

Oltre due terzi degli utenti (67%) investe in Etf negoziati in borsa che seguono indici come l’MSCI World. La seconda scelta di prodotto, per tutte le fasce d’età, sono le azioni. Proporzionalmente, all’aumentare dell’età, la quota scende al di sotto del 60%.
La fascia d’età compresa tra i 25 e i 34 anni è in testa alla classifica dei risparmi, con il 39% del volume dei piani di accumulo. Seguono i 35-44enni con quasi il 30%.
La fascia di età più giovane (18-24 anni) ha aumentato la propria quota di risparmio di 4,5 volte negli ultimi due anni.

Grande attenzione viene data ai costi non solo relativamente alle commissioni d’ordine, ma anche ai i prodotti scelti: con poco meno dello 0,27% (ponderato per l’investimento), i costi operativi degli Etf e dei fondi investiti su Scalable Broker sono ben al di sotto della media UE dell’1,4% e di quella italiana del 2%. Oltre la metà degli utenti (60%) investe in indici ampiamente diversificati, un terzo lo fa in prodotti con un focus ESG.

La tematica intelligenza artificiale è in aumento negli investimenti, ma gli Etf tematici più popolari sono senza dubbio i fondi dei settori dell’energia pulita e del cambiamento climatico. Tra tutti i gruppi di età, la generazione Z favorisce maggiormente questa tipologia.

Complice il rialzo dei tassi di interesse, dall’inizio dell’anno sono più che raddoppiati gli investimenti su obbligazioni ed Etf obbligazionari, in particolare sono i prodotti con una breve durata o gli Etf del mercato monetario i più popolari. Questi, come gli interessi offerti sulla liquidità, rimangono comunque marginali nella maggior parte dei portafogli; vengono utilizzati a fini di diversificazione: gli investitori mantengono il loro orizzonte di lungo termine e si concentrano principalmente sugli Etf azionari o sulle singole azioni.

Alessandro Saldutti, Country Manager di Scalable Capital Italia, aggiunge: “Il comportamento degli italiani in generale risulta allineato con quello degli altri Paesi, con la differenza che sul totale investito si evidenzia una percentuale maggiore di Etf. Questo dato evidenzia che abbiamo il potenziale per essere, dopo la Germania, il prossimo mercato di riferimento per la diffusione e l’utilizzo di questi strumenti”.

I tre Etf più richiesti nell’App Revolut

Dall’anno scorso gli Exchange-traded fund sono disponibili anche all’interno dell’app Revolut, che vanta 35 milioni di clienti globali e oltre 1,5 milioni in Italia. Investire in Etf può semplificare la gestione dei rischi di investimento e ridurre i costi e il tempo dedicato alla ricerca sugli investimenti. Gli Etf che nel 2023 si sono assicurati le prime posizioni tra gli investitori italiani sono stati Vanguard S&P 500, iShares Core MSCI World e Vanguard FTSE All-World (Acc.).

Guardando alle fasce di età, i clienti Revolut più interessati a investire sono quelli 25-34 anni, seguiti da 18-24 e 35-44, ma l’importo medio investito cresce esponenzialmente con l’età, dai 270 euro medi per i clienti 18-24 fino a addirittura 2.700 euro tra gli over 55. Emergono anche diverse dinamiche di genere: in Italia gli uomini hanno mostrato livelli di attività più elevati e investendo somme più consistenti; la dimensione media del conto per gli uomini è stata quasi 2 volte maggiore rispetto a quella delle donne, rispettivamente 1244 euro e 714 euro.


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di Titta Ferraro

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Giornalista professionista dal 2006, laureato in Economia presso l’Università Bocconi di Milano. In We Wealth scrive di mercati, economia e investimenti, curando anche i progetti editoriali legati agli Etf.

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