Come investire la liquidità ferma sul conto corrente nel 2024

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Per realizzare la giusta asset allocation, ogni investitore deve valutare correttamente la propria tolleranza al rischio e gli obiettivi di investimento. Ma, a differenza di qualche tempo fa, in questo momento esistono buone opportunità d’investimento alternative al conto corrente anche per chi vuole optare per formule di risparmio a bassa rischiosità e di durata limitata, come un investimento in…

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Il 2024 potrebbe essere l’anno giusto per investire visto che il costo della vita è destinato a scendere ulteriormente mentre la remunerazione degli investimenti – anche di quelli poco rischiosi – rimarrà interessante in attesa dei primi tagli dei tassi d’interesse da parte delle Banche centrali

In un contesto di tassi d’interesse ancora elevati, anche i fondi monetari che investono in strumenti finanziari a breve termine possono rappresentare una valida opzione

Parafrasando un motto molto conosciuto, gli italiani sono un popolo di poeti, navigatori e risparmiatori. Ma non sempre di buoni investitori. Infatti, secondo i dati dell’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana, a maggio del 2023 la liquidità presente sui conti correnti tricolori ammontava alla stratosferica cifra di 1.789 miliardi di euro, seppure inferiore di 84 miliardi rispetto a un anno prima, segnando così un’inversione di tendenza dopo un decennio in cui invece l’ammontare complessivo del risparmio degli italiani sui conti correnti non faceva che aumentare. A spingere il “travaso” dai conti ad altre attività finanziarie, è stata la crescita dell’inflazione e, di conseguenza, dei rendimenti delle attività finanziarie dopo anni di interessi zero.
Ma la liquidità degli italiani ferma sui conti – e destinata a deprezzarsi – è sempre troppo alta. E, per chi ancora non l’ha fatto, il 2024 potrebbe essere l’anno giusto per investire visto che il costo della vita è destinato a scendere ulteriormente mentre la remunerazione degli investimenti – anche di quelli poco rischiosi – rimarrà interessante in attesa dei primi tagli dei tassi d’interesse da parte delle Banche centrali.
Il riferimento al rischio
non è casuale. Per realizzare la giusta asset allocation, infatti, ogni investitore deve valutare correttamente la propria tolleranza al rischio e gli obiettivi di investimento. Ma, a differenza di qualche tempo fa, in questo momento esistono buone opportunità d’investimento alternative al conto corrente che deve essere usato come mero strumento di servizio anche per chi vuole optare per formule di risparmio a bassa rischiosità e di durata limitata. 

I conti di deposito tornano di moda 

Un primo passo per un investitore che ha un basso profilo di rischio e vuole comunque far rendere la sua liquidità potrebbero essere i conti di deposito, tornati in auge grazie all’aumento dei tassi d’interesse dopo un lungo periodo di oblio. In particolare, quelli ad alta remunerazione arrivano a offrire un rendimento annuo da un massimo del 5,75% fino a un minimo del 4,50% a seconda della banca. Trattandosi di un “parcheggio di liquidità retribuito”, la scelta di questo investimento ha come obiettivo principale quello di battere l’inflazione che a novembre 2023 è stata pari al 2,4%, con attese di una ulteriore discesa nel primo semestre 2024.
Prima di optare per questo prodotto è bene sapere che ne esistono di due tipi: il conto deposito vincolato, che ha una remunerazione più elevata, ma richiede a chi investe di tenere la somma vincolata minimo per un anno; e il conto deposito libero con un rendimento più basso, ma che consente di svincolare il denaro in qualsiasi momento. 

La mossa dei fondi monetari 

Inoltre, in un contesto di tassi d’interesse ancora elevati, anche i fondi monetari che investono in strumenti finanziari a breve termine sono una valida opzione, perché meno sensibili alle politiche restrittive delle banche centrali. Anche loro sono considerati un parcheggio della liquidità di breve periodo: hanno un livello di rischio basso e il solo obiettivo di battere l’inflazione. In media nel 2023 i fondi monetari hanno reso attorno al 3,50%, quindi hanno protetto se non completamente, almeno in parte, dal carovita. 

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Il grande classico dei Pronti contro termine 

Ma c’è un grande classico dell’investimento a basso rischio e di breve periodo che è tornato di moda dopo un lungo oblio. Si tratta dei Pronti contro termine (Pct) che hanno una durata media da uno fino a un massimo di 12 mesi e, come è accaduto in passato, servono a utilizzare la liquidità ferma sul conto corrente in vista di utilizzi futuri più remunerativi. Anche in questo caso, infatti, l’obiettivo è accumulare una somma nel tempo e battere l’inflazione, tenendo vincolato il denaro per un periodo definito.
Il funzionamento è semplice, per cui chi acquista un Pronti contro termine compra un contratto a breve scadenza venduto da una banca o da un altro intermediario che cede all’investitore un numero di titoli, solitamente obbligazioni e Titoli di Stato, impegnandosi a riacquistarli in un periodo di tempo definito e comunque non oltre i 12 mesi dalla firma del contratto. Attualmente, la durata media dei contratti è di sei mesi con un rendimento netto in linea con i tassi del mercato monetario di pari durata, meno il margine di remunerazione dell’intermediario.


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di Maria Ferrari

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