Come investire in immobili con successo nel 2024

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Se il 2023 è stato un anno complesso per l’immobiliare causa super inflazione e rialzo dei tassi con impatto sui mutui, il 2024 del mattone promette di essere migliore. Ecco dove guardare per vendere e comprare meglio nel nuovo anno

Indice

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In Italia il mercato immobiliare è atteso crescere di quasi il 2%, mettendo a segno un fatturato di 150 miliardi di euro

La domanda immobiliare è in costante miglioramento, con gli italiani che dopo la pandemia chiedono case più belle e uffici di qualità

Le città restano al centro delle compravendite, dato che offrono opportunità di lavoro, educazione e svago

Gli sviluppatori immobiliari stanno realizzando nei centri abitati più popolosi spazi a uso misto che offrono servizi sia residenziali che commerciali

Se il 2023 è stato un anno complesso per l’immobiliare a causa della super inflazione e del continuo rialzo dei tassi che ha appesantito oltre misura le rate dei mutui, il 2024 del mattone promette di essere migliore. L’inflazione sta rallentando anche in Italia e, dopo il picco dell’11% toccato a dicembre 2022, l’obiettivo di fine 2023 è attorno al 5%. Un rallentamento che renderebbe possibile, se non un taglio dei tassi d’interesse immediato, almeno lo stop definitivo alla stretta monetaria messa di Fed e Bce.

Il calo dell’inflazione aiuta i mutui

Secondo gli analisti, infatti, il calo del carovita nella seconda parte del 2024 potrebbe riportare i tassi dei mutui tra il 2,5 e il 3%. Ciò significa che buona parte di coloro che richiedono un prestito – e che ora superano il parametro bancabile del rapporto rata-reddito, rimanendo di fatto esclusi dall’erogazione – potranno ottenerlo facendo ripartire le compravendite.

Nel 2024 è attesa la ripartenza

A scommettere sulla ripartenza del mercato è l’istituto di ricerca Scenari immobiliari il 2024. Forse non sarà scoppiettante come il 2021, ma sicuramente solido, con le transazioni che nel Vecchio continente torneranno a salire del 2-4%. Secondo l’ufficio studi, infatti, il nostro Paese crescerà di quasi il 2%, mettendo a segno un fatturato di 150 miliardi di euro. La domanda immobiliare è in costante miglioramento, con gli italiani che dopo la pandemia chiedono case più belle, uffici di qualità, centri commerciali innovativi e una logistica migliore. Per questo, tutto ciò che è nuovo e di qualità andrà a ruba, al contrario di ciò che non lo è. Una tendenza che durerà ancora per qualche anno.

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Puntare su case nuove e sostenibili

Un immobile di nuova costruzione è anche sostenibile e proprio la sostenibilità è una delle principali tendenze che potremmo definire un megatrend futuro. Con l’aumentare della consapevolezza sulle questioni ambientali e il desiderio di case sempre più ecologiche, infatti, il mercato immobiliare sta assistendo a un’impennata della domanda di immobili dotati di tecnologie green e di maggiore efficienza energetica. Secondo Legambiente, anche se l’Italia è in ritardo su altri Paesi europei, nel 2022 sono aumentati del 10% gli immobili di nuova costruzione rientranti nelle prime due classi energetiche (A e B), quindi a ridottissimo spreco energetico. Inoltre, con la direttiva europea sulla casa green l’Europa vuole ridurre del 55% entro il 2030 le emissioni nocive rispetto ai livelli del 1990 e raggiungere le emissioni zero entro il 2050. Per questo se si deve acquistare un immobile per abitarci o per fare un investimento meglio puntare su progetti edilizi a bassa impronta di carbonio.

Meglio le case intelligenti 

Ricollegato alla crescita della domanda di nuove case sostenibili, c’è anche il trend delle abitazioni “intelligenti”, cioè dotate di sistemi di sicurezza integrati, illuminazione automatizzata e termostati intelligenti che nei prossimi anni diventeranno un’offerta standard in molte proprietà. Gli acquirenti sono sempre più alla ricerca della comodità e della sicurezza offerte dalla tecnologia domotica, diventata una caratteristica irrinunciabile nel mercato immobiliare.

Lo smart working cambia le abitazioni

Inoltre, la pandemia ha cambiato radicalmente anche il modo in cui si lavora, ampliando il ricorso allo smart working da parte delle aziende. Questo comporta una duplice trasformazione: da un lato, le persone cercano case con spazi dedicati all’home office e, dall’altro, in molti scelgono immobili più grandi ma collocati in aree periferiche o in campagna, privilegiando comunque un ambiente più tranquillo per il lavoro a distanza.

E in città vince il modello ibrido

Ciò non si significa che le città perderanno la loro attrattività, dato che offrono opportunità di lavoro, educazione e svago che sono una calamita per single e famiglie. E gli sviluppatori immobiliari stanno cavalcando anche questo trend, realizzando nei centri abitati più popolosi spazi a uso misto che offrono servizi sia residenziali che commerciali. Senza dimenticare la salute e il benessere, ormai una priorità anche per gli italiani, tendenze che stanno portando a una crescente domanda di immobili con al loro interno centri fitness, spazi verdi e strutture ricreative integrate. 


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di Maria Ferrari

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