In che modo “lievitano” le quotazioni d’asta? Il vademecum

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Il prezzo finale di un oggetto da collezione solo parzialmente è determinato dalla stima iniziale e dai rilanci dei potenziali acquirenti. Vi concorrono varie voci: premi, commissioni, tasse. Ecco come

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I risultati d’asta sono il parametro di riferimento per il successo (o il fallimento) della vendita stessa, e in generale, per il mercato. Quanto più è alto il valore delle vendite tanto più le case d’asta trasferiscono fiducia ai collezionisti. In cima alla classifica per il 2023, Sotheby’s, con un fatturato 7,9 miliardi di dollari (8 miliardi nel ’22). Segue Christie’s con 6,2 miliardi di dollari (8,4 miliardi nel ’22). Chiude Phillips con un miliardo di dollari stimati (1,3 miliardi nel ’22). 

Come si calcolano le commissioni d’asta?

I risultati d’asta sono diffusi “diritti inclusi”. Al prezzo di aggiudicazione dei lotti, cioè, sono aggiunte una serie di commissioni. In che modo? Per Christie’s i risultati d’asta sono dati dalla somma tra il prezzo di aggiudicazione e la commissione dovuta alla casa d’asta (“buyer premium”) oltre a imposte e spese vive. Il buyer premium è pari al 26% del prezzo di aggiudicazione fino a un milione di dollari (che scende a 800mila euro per le vendite realizzate a Parigi, 800mila sterline per quelle realizzate a Londra e a 7,5 milioni di HKD per quelle realizzate a Hong Kong). Nello scaglione centrale, ossia per la parte di prezzo compresa tra la prima soglia e i 6 milioni di dollari (4 milioni di euro a Parigi, 4,5 milioni di sterline a Londra e 50 milioni di HKD a Hong Kong) la percentuale a favore della casa d’asta è invece del 21% e scende al 15% per la parte delle aggiudicazioni che superano i 6 milioni di dollari (4 milioni euro a Parigi, 4,5 milioni di sterline a Londra, 50 milioni di HKD a Hong Kong).

Per Phillips, è come Christie’s. Variano però le percentuali della commissione dovuta alla casa d’asta per il buyer premium che sono le seguenti: il premio dell’acquirente è pari al 27% per il primo scaglione, al 21% per lo scaglione intermedio e al 14,5% sulla parte di prezzo superiore a 6 milioni di dollari e sono le stesse nelle principali città del mercato. Per Sotheby’s*, i risultati d’asta sono comprensivi del prezzo di aggiudicazione e del premio dovuto sull’acquisto (buyer premium) come per Christie’s e Phillips. A queste voci però si aggiunge un’ulteriore commissione denominata “overhead premium”. Si tratta della commissione che l’aggiudicatario deve versare alla casa d’asta sul prezzo di aggiudicazione per costi generali e spese amministrative. L’attuale tasso di overhead premium è pari all’1% del prezzo di aggiudicazione. Per quanto riguarda il buyer premium è pari al 26% del prezzo di aggiudicazione fino a un milione di dollari (800mila euro a Parigi, 800mila sterline a Londra e 7,5 milioni di HKD a Hong Kong). Nello scaglione centrale, ossia per la parte di prezzo compreso tra la prima soglia e i 4,5 milioni di dollari (3,5 milioni di euro a Parigi, 3,8 milioni di sterline a Londra e 40 milioni di HKD a Hong Kong) l’aliquota è del 20% che scende a 13,90% per la parte delle aggiudicazioni superiore a 4,5 milioni di dollari (3,5 milioni di euro a Parigi, 3,8 milioni di sterline a Londra e 40milioni HKD a Hong Kong). 

Dove conviene comprare all’asta? Differenze tra città e major

Comparando le percentuali dei buyer premium (più l’overhead premium per Sotheby’s) applicate dalle case d’asta sulle principali piazze del mercato dell’arte (New York, Hong Kong, Londra e Parigi), si ha che le tre major, per gli oggetti di fascia alta (sopra i dieci milioni di euro), seguendo lo stesso ordine di importanza del mercato, applicano le commissioni maggiori a NY poi a HK e a seguire Londra e infine Parigi. Christie’s è la casa d’asta che applica i diritti più elevati; segue Phillips, poi Sotheby’s. 

Per gli oggetti di fascia media (sopra i 4,5 milioni di dollari e sotto i 10 milioni di dollari) quelli venduti a NY e a HK subiscono il rincaro maggiore come per quelle di fascia alta ma ad applicare le commissioni più alte è Phillips, seguita da Sotheby’s e Christie’s. Per gli oggetti sotto il milione di dollari, Phillips e Sotheby’s applicano le commissioni nella stessa misura a NY e a HK mentre Christie’s applica un punto percentuale in meno e risulta quindi la più vantaggiosa per questo segmento. A Parigi e Londra invece Phillips applica le commissioni maggiori, seguita da Christie’s e in ultimo da Sotheby’s che quindi è la meno onerosa in queste città

La commissione per le offerte irrevocabili di acquisto

Un altro elemento che influisce sui risultati d’asta è la commissione per le offerte irrevocabili di acquisto. Nei casi in cui i lotti in catalogo siano accompagnati da una offerta irrevocabile prima che l’incanto sia aperto, l’offerente si impegna ad acquistare il lotto al livello della sua offerta scritta. Così, si assume il rischio che il lotto non sia venduto e si rende disponibile ad acquistarlo al prezzo di offerta (in tutto o in parte con la casa d’aste). Nella maggior parte dei casi, la casa d’asta compensa il terzo per questo rischio. Se l’offerente diventa l’aggiudicatario del bene, la sua remunerazione si basa su una commissione fissa. Se il terzo non è l’aggiudicatario e il lotto viene comunque aggiudicato al migliore offerente, la remunerazione può basarsi su una commissione percentuale sul prezzo finale (sulla parte che eccede l’offerta irrevocabile). Per Sotheby’s, i risultati sono indicati al netto di queste commissioni ed è l’unica tra le major a utilizzare questa forma di calcolo. Christie’s e Phillips determinano invece i loro risultati d’asta al lordo di queste commissioni e sono quindi più alti. 

* Il 1 febbraio 2024 Sotheby’s ha annunciato un cambiamento nelle sue politiche relative alle commissioni d’asta. Dal 20 maggio 2024, il buyer’s premium sarà ridotto e portato a una quota fissa del 20% sugli acquisti con aggiudicazioni fino a 6 milioni di dollari e del 10% per importi superiori. Dal 15 aprile 2024, il seller’s premium sarà pari al 10% fino a 500 mila dollari in tutte le categorie (ovvero un limite di 50 dollari per lotto); Sotheby’s rinuncerà inoltre alla commissione del venditore per le spedizioni superiori a 5 milioni di dollari e rimborserà anche il 40% del premio acquirente ai venditori per le spedizioni superiori a 20 milioni di dollari. Infine, la major ha eliminato l’overhead premium, che in precedenza rappresentava una commissione amministrativa dell’1% su tutte le vendite.



Articolo pubblicato nel numero di febbraio 2024 del magazine We Wealth

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In copertina: Vincent van Gogh, Vaso con margherite e papaveri (1890), courtesy Sotheby’s.


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di Alessandro Montinari

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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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