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Dai piani alti della torre Unicredit trapela la lista breve dei nominativi che sarebbero arrivati in fondo al processo di selezione
Il nuovo amministratore delegato dell’unico gruppo bancario globale italiano potrebbe doversi accontentare di un emolumento relativamente misero. Le cifre
Intervistato dal Ft, il segretario generale della Fabi Lando Sileoni chiede che il nuovo amministratore delegato di Unicredit, sia «un italiano, non aggressivo che non chiuda filiali e annunci migliaia di esuberi dopo l’accordo con Mps». Sempre il quotidiano economico londinese riporta una spinosa questione: lo stipendio. Il nuovo amministratore delegato dell’unico gruppo bancario globale italiano potrebbe doversi accontentare di un emolumento relativamente misero. Dai dati pubblici risulta infatti che Mustier nel 2019 ha guadagnato 1,2 milioni di euro (diventati 900 milioni per solidarietà durante il primo lockdown): cifra pallida, rispetto a quella dei colleghi europei. Messina, per dire, guadagna 4,3 milioni all’anno. Sergio Ermotti di Ubs guadagnava 13 milioni.
L’importanza della posizione è però strategica per il futuro del sistema bancario italiano ed europeo. Chi raccoglierà la difficile eredità di Jean Pierre Mustier dovrà saper bilanciare le pressioni politiche e quelle degli investitori stranieri. Le prime spingono sempre più intensamente per l’acquisizione di Mps, i secondi temono una deriva statalista di Unicredit, soprattutto dopo l’uscita dell’ad francese (da sempre contrario a una fusione con l’antica banca senese). A quasi un anno dall’ops di Carlo Messina su Ubi, si attendono colpi di scena.

