Cassette di sicurezza e bonus edilizi: quali novità?

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Dietrofront del governo sulla sanatoria sui contanti non dichiarati e depositati nelle cassette di sicurezza

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Il Superbonus cambia volto e si restringe la portata dell’agevolazione. Ma c’è ancora tempo per le villette

La disciplina dell’ecobonus almeno per il 2024 rimarrà invariata

Nessun ‘condono’ per i patrimoni depositati nelle casse di sicurezza

Il dietrofront comunicato dal viceministro dell’economia Maurizio Leo smorza gli entusiasmi di chi, stando ad alcune notizie trapelate negli ultimi giorni, credeva possibile una voluntary disclosure, volta a sanare o regolarizzare i patrimoni patrimoni liquidi depositati, o meglio, occultati, in contanti o in valori presso le cassette di sicurezza delle banche

Se fosse andata in porto, la sanatoria avrebbe permesso di regolarizzare questi patrimoni con l’applicazione di un’aliquota unica del 23%.

“Smentisco categoricamente che è allo studio una voluntary disclosure per far emergere valori e contanti detenuti nelle cassette di sicurezza. È un tema peraltro del quale non mi occupo e non mi sono mai occupato”.

È evidente che si tratta di una questione controversa, in quanto per un verso, il governo potrebbe fare cassa riconducendo a tassazione ricchezze sottrate alle lenti del fisco; per un altro si tratta di una mossa che evidentemente tende a condonare condotte elusive o evasive dei contribuenti, su patrimoni di incerta provenienza.

Come è noto, l’unico esecutivo che provò apertamente (prima di cadere) a implementare una misura simile fu quello del 2016 con a capo Matteo Renzi: la proposta prevedeva l’applicazione di un’aliquota flat al 35%.

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Bonus edilizi: cosa cambia?

Come noto, il Superbonus è stato uno strumento che negli ultimi anni ha stimolato l’attività edilizia. Tuttavia, il governo ne ha riscritto in buona parte la disciplina, per via dei costi che questa agevolazione ha generato per le casse dello Stato e per i numerosi episodi di frode.

Il Superbonus 110% dunque continuerà ad esistere ma in forma fortemente ridotta.

Più in particolare, a partire dal 2023 il Superbonus è passato dal 110% al 90% per tutti gli aventi diritto salvo che per le villette: per queste categorie di immobili è operativa infatti la proroga del 110% al 31 dicembre 2024, se è dimostrato un avanzamento dei lavori già completato per il 30% entro settembre 2022.

Da gennaio 2024 in poi, inoltre, il diritto a fruire dell’agevolazione Superbonus fino ad ora fissato al 110% , si ridurrà al 70%. In questo senso, la differenza non più agevolata (30%) ricadrà sui soggetti che hanno intrapreso il lavoro di ristrutturazione.

Non vale la stessa cosa per gli altri bonus edilizi, quali ad esempio l’ecobonus i quali resteranno attivi almeno per il 2024.


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di Nicola Dimitri

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Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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