Casino Aurora, vendita mancata per la villa col Caravaggio

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La spettacolare villa contenente l’unico dipinto murale conosciuto del Merisi (e altri capolavori) non ha trovato acquirenti nell’asta di gennaio. E il Tribunale ha ribassato il prezzo

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Sarà il 7 aprile 2022 il giorno della verità per quel che resta di Villa Ludovisi Boncompagni, ovvero il suo Casino dell’Aurora. L’asta immobiliare terminata il 18 gennaio 2022 e avente ad oggetto il monumentale complesso è infatti andata deserta, come dichiarato sul sito “Fallco Aste, vendite di beni giudiziari”. L’immobile, dichiarato di interesse storico, ha catturato l’interesse delle cronache internazionali perché al suo interno contiene l’unico dipinto murale conosciuto di Michelangelo Merisi da Caravaggio: Giove, Nettuno e Plutone (del 1597, quando l’artista aveva 26 anni; commissionato dal cardinale Francesco Maria del Monte). E pure affreschi del Guercino, Domenichino, Giovan Battista Viola, Antonio Circignani detto il Pomarancio, lavori del fiammingo Paul Bril.
Il Casino dell'Aurora: il caro prezzo dei beni vincolati

Particolare del murale a soffitto del Caravaggio in quel che resta di Villa Ludovisi Boncompagni

La nuova base di prezzo è stata fissata ora dal Tribunale a 377 milioni di euro (il che implica un’offerta minima di 282 milioni di euro, a fronte dii quella minima iniziale, pari a 325,25 milioni). Ammontare ben lontano dai 471 milioni di euro della valutazione iniziale, il cui 66% era rappresentato dai 310 milioni della stima del Caravaggio. La villa si estende per 2800 metri quadri su un lotto da 6000 metri quadri e si trova fra via Vittorio Veneto, porta Pinciana e Villa Borghese. È finita all’asta per controversie fra gli eredi, come si scriveva qui.

Cosa accadrà ora? Le indiscrezioni delle ultime settimane parlavano di un interesse da parte di personaggi come Bill Gates e il sultano del Brunei. Su Change.org era inoltre partita una petizione al ministro Franceschini perché lo Stato italiano esercitasse il suo diritto di prelazione utilizzando i fondi del Pnrr. L’istanza aveva raccolto 38.000 firme in pochi giorni.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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