Case a Milano, in 5 anni prezzi su del 40%. Dove investire ora

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A Milano, i prezzi delle case sono volati negli ultimi 5 anni: in particolare in tre macroaree Fiera-San Siro (+59,2%), Bovisa-Sempione (+55,8%) e Lodi-Corsica (+48,4%). Ora cosa conviene fare nel settore immobiliare? L’intervista a Fabiana Megliola, responsabile ufficio studi del gruppo Tecnocasa

Indice

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In 5 anni, i prezzi delle case della città di Milano sono aumentati di oltre il 40% (esattamente del 43,2%), contro una media delle metropoli dell’8,8%, trainati in particolare da uno spostamento degli acquisti dalle zone centrali alle più accessibili zone periferiche, che hanno registrato quindi un rialzo del 50,3%. Nel dettaglio, le macroaree della città che – grazie anche agli interventi di riqualificazione – hanno performato meglio sono state tre: in vetta c’è Fiera-San Siro, che ha segnalato l’aumento dei prezzi più importante con +59,2%, seguita da Bovisa-Sempione (+55,8%) e da Lodi-Corsica (+48,4%), he che ha dalla sua la riqualificazione dello Scalo di Porta Romana che sta facendo sentire in maniera importante i suoi effetti così come i progetti per le Olimpiadi Invernali. 

Tutto questo lo si è appreso dalle analisi dell’ufficio studi del gruppo Tecnocasa, ma alla luce di questa tendenza al rialzo, cosa conviene ora fare? Continuare a investire nell’immobiliare a adottare un atteggiamento di prudenza e diversificazione su altri settori?
We Wealth lo ha chiesto a Fabiana Megliola, responsabile ufficio studi del gruppo Tecnocasa. 

Cosa fare ora: investire nel mercato immobiliare di Milano o attendere? 

“L’aumento dei prezzi sperimentato da Milano negli ultimi anni è stato avvertito soprattutto nelle aree
interessate da riqualificazione
e potenziamento delle linee metropolitane soprattutto laddove queste erano
assenti. Al momento la città ha sul territorio ancora diversi interventi (Scalo Farini e Scalo di Porta Romana)
che porteranno a riqualificare ulteriormente la città e dove stanno andando gli investitori”, ha commentato a We Wealth Megliola, che poi ha aggiunto: “Anche le zone periferiche, dove ancora i prezzi sono abbordabili nonostante l’aumento, se ben collegate e servite possono essere tenute d’occhio in un’ottica d’investimento”. 

Acquistare casa tra messa a reddito e affitti brevi: dove investire 

Se si guarda più in generale a tutto il mercato immobiliare italiano, quali sono trend emergenti?
“La prima parte del 2023 ha registrato un discreto aumento delle compravendite a uso investimento che sono passate da 16,8% a 19,6%. In diverse metropoli abbiamo segnalato un forte aumento degli acquisti finalizzati alla messa a reddito o semplicemente per mettere al riparo il capitale dall’inflazione ancora elevata”, ha risposto Megliola, spiegando che la vera spinta agli acquisti per investimento sta però arrivando dagli affitti brevi, come ormai si evidenzia da alcuni anni a questa parte. “Sono ormai sempre più numerosi coloro che acquistano con questa finalità non solo nelle località turistiche ma anche nelle metropoli ormai sempre più soggette al fenomeno degli importanti flussi turistici – ha detto – A queste si aggiungono sempre le zone universitarie (anche nei capoluoghi più piccoli) e quelle oggetto di interventi di riqualificazione ancora di più se potenziate da collegamenti (ferroviari, metropolitani, ecc.) che le rendono più attrattive”. 
Quanto alle località turistiche, mare, montagna, lago, l’investimento può essere sia la casa vacanza, sia la casa da mettere a reddito visto che sempre più gli affitti stagionali stanno virando verso formule più brevi (una settimana al massimo due e non più l’intera stagione).

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I rendimenti da locazione 

Quale può essere il rendimento di un immobile dato in locazione?
“I rendimenti da locazione tradizionale, nella prima parte del 2023, si aggirano intorno al 5,2% annuo lordo”, ha precisato Megliola, che poi ha proseguito dicendo che dalle analisi dell’ufficio studi del gruppo Tecnocasa gli acquisti per investimento hanno assunto un peso importante. “In modo particolare a Milano, Napoli e Verona, ma ci sono anche città come Pesaro, Lecce, Padova, Pavia, Parma dove questo tipo di operazioni sta crescendo alla luce della loro attrattività turistica e di studenti fuori sede – ha aggiunto – A livello di località di mare e lago abbiamo segnalato un generale interesse all’investimento, ancora di più nelle località più di tendenza (come Riccione, Jesolo, Alghero per citarne alcune) e in quelle in cui si sta potenziando l’offerta al turista con eventi, creazioni di piste ciclabili o possibilità di praticare sport”.


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di Stefania Pescarmona

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Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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