Casa e credito, più affitti e meno acquisti: immobiliare in stallo

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Nel 2023, a fronte di un calo del 9,7% delle compravendite, gli affitti delle case sono cresciuti del 3%. Complice la difficoltà di accedere a un mutuo, 48mila nuclei familiari hanno rinunciato ad acquistare una casa a fronte della locazione. L’analisi nel 1° Osservatorio immobiliare 2024 di Nomisma

Indice

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Tendenze del mercato immobiliare italiano nel 2023

Nel mercato immobiliare italiano, le difficoltà di accesso al mercato della compravendita hanno favorito un potenziale spostamento di interesse della domanda di acquisto casa verso l’affitto. Le locazioni infatti nel 2023 sono cresciute del 3%, a fronte di un calo del 9,7% delle compravendite, con quasi 710mila abitazioni totali passate di mano.

Crescita degli affitti e declino delle compravendite

Una flessione che è da imputare esclusivamente alla componente di domanda assistita da mutuo, che lo scorso anno ha subito una contrazione del 26%, mentre la restante quota di mercato è risultata in crescita del 4,8%. La difficoltà di accesso al credito ha così portato 48mila nuclei familiari a rinunciare ad acquistare una casa nel 2023 a favore dell’affitto. E l’incremento di domanda di case in locazione, a fronte di una scarsa offerta, ha impattato sui canoni, che lo scorso anno sono saliti in modo consistente, e sui rendimenti per i proprietari.

Questo quanto è emerso nel 1° Osservatorio immobiliare 2024 di Nomisma, nel quale è risultato un aumento medio dei canoni delle locazioni del 2,9% annuo. Ovviamente i valori sono differenziati da città e città. La media sintetizza, infatti, una certa variabilità tra i mercati monitorati: dal calo di Messina (-1,3%), alla stabilità di Bergamo (+5,1%) fino ad arrivare al picco di Perugia (+5,2%).

Evoluzione dei canoni residenziali dal 2013 al 2023

Fonte: Nomisma

Scenario macroeconomico e moderato ottimismo per il mercato immobiliare italiano

Il quadro che emerge dalla survey di Nomisma non è però così nero per il nostro Paese. Anche a livello macroeconomico, Luca Poma, chief economist di Nomisma, ha spiegato che “l’Italia è il Paese nel 2023 ha registrato la crescita maggiore (seppur modesta) rispetto all’Europa, con una inflazione minore nell’area euro”.

“Ci sono le condizioni per essere moderatamente ottimisti”, ha detto Luca Dondi, amministratore delegato di Nomisma, illustrando il report, anche se ha spiegato che le incognite che punteggiano la traiettoria del mercato immobiliare italiano nel 2024 non sono poche, a iniziare dalla principale che rimane legata all’orientamento delle istituzioni finanziarie a ogni livello.

“Il possibile ritorno a condizioni di maggior favore, in termini di propensione all’erogazione e di onerosità del credito, consentirebbe di scongiurare riflessi sui prezzi della flessione di domanda e transazioni”, ha infatti illustrato Dondi, che, in merito alle previsioni sull’anno in corso ha concluso dicendo: “Se nel primo semestre il quadro non pare ormai destinato a mutare, dal secondo è lecito attendersi un cambio di rotta, con effetti che almeno inizialmente saranno piuttosto timidi”.


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di Stefania Pescarmona

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Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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