La Borsa di Hong Kong punta a Londra (e a Piazza Affari)

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La Borsa di Hong Kong prova a mettere le mani sul London Stock Exchange, che dal 2007 controlla Piazza Affari, lanciando un’offerta da 36 miliardi di euro

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Hong Kong offre 20,45 sterline per ogni azione della Borsa londinese e 2.495 nuove azioni del suo gruppo

“Riunire le Borse di Hong Kong e di Londra ridisegnerebbe l’assetto dei mercati capitali per i decenni a venire”, ha detto l’amministratore delegato dell’Hong Kong Exchange, Charles Li

Il prossimo gigante del trading potrebbe essere asiatico. La Borsa di Hong Kong, con un annuncio a sorpresa, ha lanciato una proposta di acquisto da circa 36 miliardi di euro (32 miliardi di sterline) per il London Stock Exchange (Lseg), che a sua volta dal 2007 controlla Piazza Affari. È la storia dell’ex colonia che cerca di comprarsi un ‘pezzo’ dell’ex madrepatria, nella cornice del mondo che regola i mercati finanziari.

L’offerta è arrivata alla chiusura del listino asiatico con una nota ufficiale: “Hong Kong Exchanges and Clearing Limited annuncia oggi di aver fatto una proposta al consiglio di amministrazione del London Stock Exchange Group Plc per unire le due società”, ha dichiarato in una nota la società madre del listino della ex colonia britannica. Hong Kong offre 20,45 sterline per ogni azione della Borsa londinese e 2.495 nuove azioni del suo gruppo, per un totale di 83,61 sterline per ciascuna azione del London Stock Exchange.

Lo stock di Londra vanta un totale di 354.471.415 titoli, quindi la proposta di Hong Kong valuta il gruppo londinese circa 29,6 miliardi di sterline, cifra che sale a 31,6 miliardi di sterline (poco meno di 35,5 miliardi di euro al cambio attuale) includendo anche debiti e altri aggiustamenti. Da Londra la Lseg risponde che “prenderà in considerazione la proposta”, ma sottolinea che “rimane impegnata” nell’acquisto di Refinitiv.

“Riunire le Borse di Hong Kong e di Londra ridisegnerebbe l’assetto dei mercati capitali per i decenni a venire”, senza dimenticare che entrambi i gruppi “posseggono grandi marchi”, tra cui Borsa Italiana, “forza finanziaria e comprovata esperienza di crescita”, ha detto l’amministratore delegato dell’Hong Kong Exchange, Charles Li, in occasione del lancio dell’offerta.

L’unione tra le due società – illustra la nota del gruppo asiatico – “rafforzerebbe entrambe le realtà, creerebbe una delle prime piattaforme di mercato al mondo, offrirebbe agli investitori una connettività senza precedenti su scala globale, collegando i mercati occidentali con quelli orientali emergenti, a partire dalla Cina”.


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di Francesca Conti

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