Bonus pensionati esteri: ok (anche) con pensione Inps

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Il bonus per i pensionati esteri che vogliono trasferire la propria residenza in un comune del centro sud è applicabile anche se il soggetto richiedente percepisce una pensione dall’Inps

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Nel caso in esame il soggetto percepisce 3 pensioni: una dall’Italia, una dagli Usa e una terza dal Belgio

Chiede se trasferendosi in un comune del centro sud possa usufruire del bonus pensionati oppure no

La pensione erogata dall’Inps non ostacola il bonus per i pensionati che dall’estero vogliono trasferirsi in determinati comuni italiani del centro sud. A chiarire il tutto è stata proprio l’Agenzia delle entrate con la risposta n.280 del 27 agosto 2020.
Il quesito

Un contribuente iscritto all’Aire di Boston dal 2006, città in cui attualmente risiede, ha ottenuto la cittadinanza italiana avendo spostato una cittadina italiana. In seguito a diversi spostamenti lavorativi attualmente percepisce la pensione dall’Inps dal Social security adminstration america e dal Service federal des pensions belga. Il soggetto in questione chiede però all’Agenzia delle entrate se può usufruire del bonus pensionati esteri, che si trasferiscono in un comune del centro sud, nonostante percepisca una pensione anche dall’Inps. Secondo il contribuente questo dovrebbe essere possibile perché il beneficio fiscale si applica ai proventi esteri e non al trattamento Inps.

La norma per i pensionati all’estero

L’agevolazione fiscale è rivolta a tutti i pensionata esteri che vogliono trasferirsi in un comune del centro sud Italia e in quelli che sono stati colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017. E dunque, se ci si trasferisce in comuni della: Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia, con popolazione non superiore a 20 mila abitanti, e in uno dei comuni con popolazione non superiore a 3 mila colpiti dai terremoti del 24 agosto 2016, del 26 e 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017 si ha accesso all’agevolazione fiscale. E dunque si può scegliere, in alternativa alla tassazione ordinaria, di assoggettare i redditi di prodotti all’estero, ad un’imposta sostitutiva al 7% e vale per 9 anni.

La risposta

L’Agenzia delle entrate concorda con il contribuente, anche perché per poter ottenere l’agevolazione per i pensionati del sud, si da importanza alla residenza non alla sua cittadinanza.  Secondo la norma possono infatti beneficiare dell’imposta sostitutiva solo le persone che nei cinque anni precedenti, a quello dell’operazione, non sono stati fiscalmente residenti in Italia. altro aspetto da sottolineare è importante che il pensionato provenga da un paese che abbia attivato con l’Italia accordi per la cooperazioni amministrativa in ambito fiscale.

E dunque esaminando il caso del soggetto richiedente l’Agenzia delle entrate ha chiarito come il contribuente possa beneficiare dell’imposta sostitutiva del 7% per i redditi derivanti da pensione estera, anche se percepisce una pensione da parte dall’Inps. L’agevolazione fiscale viene dunque applicato solamente per le pensioni estere, quella erogata dell’istituto di previdenza nazionale (Inps) non sarà soggetta alla tassazione del 7%.


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di Giorgia Pacione Di Bello

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