Bonus investimenti immateriali: aumentano le agevolazioni

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Alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato è riconosciuto un credito d’imposta alle seguenti condizioni

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Gli investimenti in beni immateriali devono essere effettuati entro il 30 giugno 2023

È aumentato al 50% il credito di imposta per gli investimenti in beni immateriali 4.0

Il decreto aiuti interviene sui bonus per gli investimenti in beni immateriali, portando dal 20% al 50% le percentuali agevolative del credito di imposta per le imprese che investono nei beni indicati nell’allegato B della L. 232/2016.
L’obiettivo, come messo in evidenza dal Mise, è quello di supportare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.
Si tratta, per quel che riguarda beni immateriali, di investimenti in software, piattaforme e applicazioni per la progettazione, definizione delle prestazioni e produzione di manufatti in materiali non convenzionali in grado di permettere la progettazione, la modellazione 3D, la simulazione, la sperimentazione, la prototipazione e la verifica simultanea del processo produttivo, del prodotto e delle sue caratteristiche, nonché sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce; software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata.

L’ agevolazione che vale per gli investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2022 potrà essere fatta valere, con l’aliquota maggiorata, fino al 30 giugno 2023, a condizione che entro il prossimo 31 dicembre 2022 l’ordine risulti accettato dal venditore e si dimostri che sia già stato effettuato un pagamento in misura pari almeno al 20% del costo di acquisizione.

Per poter accedere all’agevolazione in commento, le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli rispettivamente negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro è sufficiente una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

Al fine di consentire al Ministero dello sviluppo economico di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative, le imprese che si avvalgono del credito d’imposta devono inviare al Ministero una comunicazione.

I soggetti che si avvalgono del credito d’imposta, ai fini dei controlli successivi, sono tenuti a conservare, pena la decadenza dal beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili.


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di Nicola Dimitri

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Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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