Bitcoin? Dal 2022 si comprerà in banca

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A inizio 2022 Banca Generali completerà la piena integrazione nel proprio home banking della piattaforma Conio (fintech nel cui capitale è entrata un anno fa come main investor di un aumento da capitale di 14 milioni di dollari). Per offire il bitcoin ai suoi clienti

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Il servizio sarà aperto ai clienti private, che potranno accedere al wallet rispettando criteri stringenti di rischio/rendimento

Le prospettive della partnership sono molto promettenti e le novità saranno molte, secondo Riccardo Renna, Chief Operation Officer & Head of Innovation di Banca Generali

I bitcoin? Dal 2022 si potranno comprare in banca. Almeno per i clienti private di Banca Generali, che potranno operare in modalità self acquistando o vendendo la più famosa criptovaluta attraverso la piattaforma di Conio Inc., con cui la banca controllata al 50% da Assicurazioni Generali ha stretto una partnership che in questi giorni festeggia un anno di vita.
“Completeremo l’integrazione a inizio del prossimo anno – dice a We Wealth Riccardo Renna, Chief Operation Officer & Head of Innovation di Banca Generali – A partire da quel momento, i clienti potranno operare in sicurezza su una asset class che potrebbe diversamente essere rischiosa se approcciata in maniera errata”. Si tratta, per Banca Generali, di “un ulteriore step verso il percorso di completamento del nostro hub private con servizi e piattaforme a disposizione dei nostri banker e dei loro clienti”.

Ma in che modo possono investire i clienti? Una volta completata, l’integrazione della piattaforma Conio all’interno della app di mobile banking di Banca Generali Private darà al cliente un accesso diretto alla compravendita di Bitcoin utilizzando lo stesso ambiente che è già solito utilizzare in relazione alle altre operazioni bancarie. Il tutto con l’ulteriore vantaggio di addebitare o accreditare, per l’acquisto e la vendita di Bitcoin, direttamente il proprio conto corrente senza quindi doversi appoggiare a carte di pagamento o dover trasmettere dati a soggetti terzi. 

La possibilità di apertura dei wallet sarà garantita a tutti i clienti per i quali Banca Generali controllerà costantemente il livello di esposizione ai Bitcoin in relazione al patrimonio seguendo una logica di tutela del cliente stesso. Il tutto lasciando però la possibilità di operare in tranquillità e in sicurezza, come conferma ancora Renna: “Abbiamo lavorato con Conio per una soluzione di custodia innovativa basata su un sistema multi firma che assicuri la custodia dei Bitcoin e la possibilità di recovery del wallet in determinati casi, quali ad esempio quello di una successione. Questo è reso possibile poiché Banca Generali custodisce la terza chiave di sicurezza per conto del cliente, consentendogli di recuperarla in caso di necessità. Crediamo sia questo il vero punto di forza della nostra proposta che ci distingue sul mercato”.

E sono proprio queste le caratteristiche che cercava Banca Generali per il suo progetto, caratteristiche che ha trovato nella fintech fondata nel 2015 a San Francisco da Christian Miccoli (ex CheBanca! e Ing Direct, colui che ha portato in Italia il digital banking, potremmo dire) e Vincenzo di Nicola (programmatore che ha lavorato in Microsoft e ha studiato alla Stanford University, oltre ad aver fondato GoPago, tecnologia acquisita da Amazon nel 2013). Oggi Conio gestisce oltre 300mila portafogli italiani di cripto-valute e ha raddoppiato la base clienti rispetto a un anno fa.

La partnership – avviata il 15 dicembre 2020 – ha visto l’ingresso di Banca Generali nel capitale di Conio: Banca Generali ha infatti partecipato quale main investor a un’operazione di aumento di capitale di Conio deliberata per complessivi 14 milioni di dollari.

“Una partnership industriale importante – dice Renna – Sappiamo che il futuro assetto dei mercati finanziari potrà sicuramente essere influenzato dalla tecnologia blockchain che continua a farsi largo. Noi stiamo lavorando con Conio a diversi tavoli per studiare possibili adattamenti della blockchain ai nostri processi e sistemi”. Ma non solo: si tratta di un accordo che crea valore su diversi piani, almeno tre. Oltre quello industriale, quello finanziario, “perché come Banca Generali crediamo nelle potenzialità di Conio e vogliamo quindi accompagnarne il percorso di sviluppo nel tempo – dice Renna – e commerciale, perché con la completa integrazione del wallet aggiungeremo un ulteriore tassello alla nostro gamma di servizi”.


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di Laura Magna

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Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Oggi mi occupo del coordinamento del Magazine We Wealth (e di quello di tre figli tra infanzia e adolescenza). Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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