Biden aumenta le tasse e i ricchi cercano scappatoie

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I paperoni a stelle e strisce sono sempre più preoccupati dall’aumento di tasse di Biden. Per questo stanno cercando un modo per cercare di evitarle

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Consulenti e clienti Usa sono stati presi alla sprovvista dalla rapidità con la quale Biden sta portando avanti le questioni fiscali

Si pensava di avere a disposizione molto più tempo per organizzarsi e invece così non è stato

Peperoni americani presi alla sprovvista dalla rapidità di azione del nuovo presidente, Joe Biden, nella missione di voler aumentare la tassazione. Durante la sua campagna elettorale Biden avevo detto senza troppi giri di parole che avrebbe aumentato le tasse, soprattutto sui più ricchi. Ma allora si pensava che tra il dire e il fare passasse diverso tempo.
E dunque, molti clienti private a stelle e strisce in accordo con i loro consulenti hanno rimandato le decisioni strategiche fiscali sul patrimonio. Il problema che da quando Biden si è insediato alla Casa Bianca la situazione è “peggiorata” per i ceto benestante, dato che il Presidente ha preso di petto la questione aumento delle tasse. Il motivo è legato, principalmente al fatto che, le maggiori entrate fiscali serviranno anche per finanziare il progetto di rimodernamento dell’economia in chiave sostenibile.

E infatti dopo l’American rescure plan da 1.900 miliardi di dollari per cercare di risollevare l’economia americana dalla pandemia mondiale, Biden sta lavorando ad un piano che prevede una spesa di 4.000 miliardi di dollari e mira a mettere gli Usa al passo con i tempi e a guardare al futuro sia grazie ad interventi lato infrastrutture che aumentando la pressione fiscale sulle corporate Usa. E dunque, 2.000 miliardi di dollari, da spendere in otto anni, sarebbero destinati a creare nuovi posti di lavoro. 621 miliardi di dollari sarebbero destinate alle infrastrutture e ai veicoli elettrici, 561 all’edilizia sostenibile, 480 alla ricerca, 400 agli anziani e disabili e 200 per la banda larga e la formazione professionale. Un piano che richiede ingenti fondi e che secondo Biden dovrà essere finanziato, in parte, da un aumento della pressione fiscale. Lato multinazionali si pensa di aumentare la tassazione dal 21 al 28% e di tassare anche i profitti guadagnati all’estero. E fronte persone secondo Bloomberg Biden vorrebbe raddoppiare le tasse sulle plusvalenze, spingendo per introdurre l’aliquota massima del 43%, per chi ha un guadagno superiore al milione di dollari o più. Al momento si è abituati a pagare un 23%, che inoltre viene ulteriormente abbassato grazie alle varie detrazioni e incentivi. Se sarà approvata dalla maggioranza al Congresso si realizzerebbe un vero e proprio stravolgimento nei confronti degli investitori. Per anni presidente e Congresso hanno steso un tappeto rosso a questa categoria, tagliando tasse e cercando di agevolarli. Questa idea non sta piacendo per niente ad alcuni membri del Club dei più ricchi e diversi consulenti hanno affermato che cercheranno in tutti i modi di aiutare i loro clienti ad adattarsi alle novità, ma anche nel cercare scappatoie, restando nel piano della legalità fiscale, per sfuggire alla nuova presa fiscale di Biden. Non resta che aspettare per capire si ci riusciranno o se la tempestività delle mosse del Presidente li ha già bruciati in partenza.


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di Giorgia Pacione Di Bello

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