Banche: Ermotti (Ubs) è ora il ceo più pagato in Europa. E gli altri?

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Quanto guadagnano i banchieri

Ubs ha riconosciuto a Ermotti un compenso di 14,4 milioni di franchi svizzeri nel 2023, rendendolo l’amministratore delegato più pagato d’Europa. Ma il confronto con Wall Street restituisce un divario netto

Indice

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  • Sergio Ermotti, nell’arco di tre trimestri, ha guadagnato 14,4 milioni di franchi svizzeri. Una cifra che si confronta con i 12,6 milioni incassati dal suo predecessore
  • Lo scorso anno l’assemblea degli azionisti di Unicredit ha approvato un incremento del 30% dello stipendio di Andrea Orcel fino a 9,75 milioni di euro

È trascorso un anno da quando Sergio Ermotti, attuale ceo di Ubs, ha assunto le redini del colosso bancario svizzero per guidare l’acquisizione dell’ex rivale Credit Suisse. Eppure, è già il manager più pagato d’Europa: nell’arco di tre trimestri, come dichiarato giovedì dall’istituto nel suo rapporto annuale, ha guadagnato 14,4 milioni di franchi svizzeri. Una cifra che si confronta con i 12,6 milioni di franchi incassati dal suo predecessore, Ralph Hamers, nel 2022.

Banchieri: quanto guadagnano in Europa

Di questi 14,4 milioni, 2,1 milioni costituiscono il salario fisso e 12,3 milioni la parte variabile dello stipendio. E non è finita qui. Chiaramente, il compenso è calcolato su nove mesi, avendo assunto l’incarico il 1° aprile dello scorso anno. Quest’anno Ermotti guadagnerà invece 20 milioni di franchi svizzeri, fa sapere la banca. Ad ogni modo, secondo alcuni dati raccolti dal Financial Times, la sua retribuzione supera nettamente i 12,2 milioni di euro ricevuti da Ana Botín, presidente esecutiva del Gruppo Santander; ma anche di Noel Quinn, amministratrice delegata di Hsbc (10,6 milioni di sterline). Si tiene a distanza Christian Sewing, amministratore delegato di Deutsche Bank, retribuito 8,9 milioni di euro.

Quanto incassano i top delle banche italiane

Quanto ad Andrea Orcel di Unicredit, lo scorso anno l’assemblea degli azionisti dell’istituto ha approvato con il 69,1% dei voti la nuova politica di remunerazione, che prevedeva un incremento del 30% dello stipendio del banchiere fino a 9,75 milioni di euro (di cui 3,25 fissi e 6,5 variabili) dai precedenti 7,5 milioni (2,5 milioni fissi e 5 variabili). Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo, ha invece incassato poco più di 4 milioni di euro tra componente fissa (2,6 milioni di euro) e 1,4 milioni di euro dei premi annuali accumulati in anni precedenti, come risulta a Il Sole 24 Ore. In più, c’è la componente in azioni, pari a 1,6 milioni di euro a valere sui programmi di incentivazione precedenti; sommando quindi tutte le voci, si arriva a 5,7 milioni di euro per Messina. Il numero uno di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, ha ottenuto un compenso totale di 2,47 milioni nel 2022, cifra che dovrebbe essere salita intorno ai 3 milioni nel 2023. Piero Luigi Montani, amministratore delegato di Bper Banca, dovrebbe infine aver incassato 1,15 milioni nel 2022.

I maxi-stipendi dei ceo di Wall Street

Nel confronto con Wall Street il divario si allarga. Basti pensare che lo scorso anno Jamie Dimon, amministratore delegato di JpMorgan, ha ricevuto 36 milioni di dollari (ovvero oltre 20 milioni di dollari in più rispetto a Ermotti). Per David Solomon, alla guida di Goldman Sachs, si parla di 31 milioni di dollari (+24% anno su anno). Al primo posto in assoluto c’è però James Gorman, ormai ex amministratore delegato di Morgan Stanley dopo aver lasciato il comando a Ted Pick lo scorso gennaio. L’investment bank ha infatti riconosciuto al manager 37 milioni di dollari nei suoi ultimi 12 mesi nelle vesti di ceo della banca, in crescita del +17,5% rispetto ai 31,5 milioni ottenuti nel 2022. Chiude il cerchio Brian Moynihan di Bank of America, che lo scorso anno ha subito una decurtazione dello stipendio del -3%, incassando un totale di 29 milioni di euro.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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