Banca Mps: il timone passa a Luigi Lovaglio

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Il Consiglio di amministrazione di Mps ha deliberato il ritiro delle deleghe di Guido Bastianini. La guida passa a Luigi Lovaglio. Approvati anche i risultati al 31 dicembre

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La decisione è stata assunta dal board all’unanimità, dopo che il Tesoro aveva chiesto a Bastianini di assecondare un cambio di strategia della banca

La nomina del nuovo amministratore delegato e direttore generale sarà soggetta alla valutazione da parte della Banca centrale europea

Resa dei conti per Mps. Il Consiglio di amministrazione di Rocca Salimbeni, riunitosi nella giornata del 7 febbraio per l’approvazione dei risultati sullo scorso anno sotto la presidenza di Patrizia Grieco, ha deliberato la revoca con decorrenza immediata delle deleghe di Guido Bastianini. Una decisione, stando a quanto comunicato in una nota ufficiale, assunta all’unanimità. E che ha spianato la strada alla nomina di Luigi Lovaglio, in qualità di neo amministratore delegato e direttore generale dell’istituto senese.
L’uscita di Bastianini arriva a meno di due anni dal suo arrivo e dopo che il Tesoro, in un incontro col direttore generale Alessandro Rivera nelle scorse settimane, aveva chiesto al ceo di aprirsi a un cambio di strategia della banca. Il 2 febbraio l’istituto aveva diramato un comunicato stampa in cui annunciava di aver inserito all’ordine del giorno un punto relativo a una verifica di corporate governance sulla figura dell’amministratore delegato e direttore generale. Poi la delibera all’unanimità, come anticipato in apertura, della revoca di Guido Bastianini quale direttore generale, amministratore delegato e amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di Monte Dei Paschi oltre che di “tutte le relative deleghe, restando quest’ultimo in carica quale componente del Consiglio di amministrazione della banca”, si legge nella nota.
Il board ha dunque individuato il successore nella figura di Luigi Lovaglio, dopo che il consigliere Olga Cuccurullo aveva presentato le dimissioni per “motivi personali” lo scorso venerdì. Dopo una lunga carriera in Unicredit, il banchiere è approdato alla guida di Creval, curandone l’aumento di capitale e la ristrutturazione fino all’Opa lanciata da Crédit Agricole Italia. “Si precisa che la sostituzione dell’amministratore delegato e direttore generale è regolata da un piano per la successione adottato dalla banca, con il coinvolgimento del Comitato nomine e del Comitato Rrmunerazione della stessa per gli aspetti di competenza”, sottolineano da Rocca Salimbeni. “Il Consiglio di amministrazione, su proposta congiunta del Comitato nomine e del Comitato remunerazione, è giunto all’unanimità alla conclusione che Luigi Lovaglio, in virtù della sua rilevante esperienza anche a livello internazionale, unita alla profonda conoscenza del settore bancario italiano, sia il profilo più idoneo a ricoprire il ruolo di amministratore delegato e direttore generale della banca”. La nomina dovrà ora passare al vaglio della Banca centrale europea.

I risultati al 31 dicembre 2021

All’esame del Consiglio di amministrazione, intanto, anche i risultati al 31 dicembre 2021. Come raccontato durante la conference call con gli analisti da Giuseppe Sica, chief financial officer di Banca Mps, il Gruppo ha realizzato ricavi complessivi sui 2.980 milioni di euro (+1,3% rispetto al 2020). Se si esclude la stima del contributo del portafoglio dell’operazione Hydra, si parla di un incremento del 5%. Il margine d’interesse si è attestato sui 1.222 milioni di euro, in calo del 5,4% rispetto all’anno precedente. Le commissioni nette, invece, hanno raggiunto i 1.484 milioni di euro e gli oneri operativi i 2.106 milioni. Il risultato operativo lordo ha toccato gli 874 milioni di euro, sulla spinta dei 201 milioni di euro dell’ultimo trimestre dell’anno. Il risultato operativo netto, invece, è risultato positivo per circa 629 milioni di euro.

“La banca ha registrato una buona performance commerciale, non solo rispetto al 2020 ma anche rispetto agli obiettivi annunciati per il 2021, creando leve per un ulteriore miglioramento”, ha dichiarato in apertura Sica. “In secondo luogo, ha migliorato il proprio modello di business, mantenendo sempre i costi e le spese sotto controllo. Le spese amministrative, infatti, sono scese di oltre 90 milioni di euro e gli oneri operativi sono sotto il 2,3% rispetto ai target annunciati. Chiaramente sui costi abbiamo ancora molto da fare e lo faremo con iniziative dedicate”.

Le attività esg della banca

L’istituto, ha continuato Sica, si è inoltre impegnato a “rafforzare ulteriormente la strategia esg che porta avanti da anni e a farne uno dei suoi pilastri per la crescita futura”. Da quando è stata creata una nuova funzione esg (che riporta direttamente al cfo), ha aggiunto, la banca ha accelerato il suo processo di trasformazione. Lo scorso 3 febbraio, ricordiamo, Standard Ethics ha alzato il corporate rating di Banca Mps a “EE” (“Strong”) dal precedente “EE-” (“Adequate”) e con un long term expected rating EE+. Inoltre, a fine gennaio, l’istituto ha aderito alla Net-zero banking alliance, l’iniziativa promossa dalle Nazioni Unite con l’obiettivo di accelerare la transizione sostenibile dell’economia reale globale verso l’obiettivo di emissioni zero entro il 2050. Nel 2021, ha concluso il cfo, il 100% della raccolta di fondi comuni ha riguardato strategie esg compliant.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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