Azimut, a 20 anni dall’Ipo, fa il bis: in Borsa una nuova fintech bank 

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Vent’anni fa, Azimut si quotava a Piazza Affari. Oggi la società punta al raddoppio. Tramite uno spin off parziale della rete di consulenti finanziari in Italia, porterà in Borsa una nuova fintech bank

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A 20 anni dalla quotazione a Piazza Affari, Azimut fa il bis e si prepara a portare in Borsa una nuova fintech bank. La new bank, il cui nome è ancora da definire, sarà una growth company, che dovrebbe quotarsi entro 6-9 mesi.

La nuova banca digitale allo studio di Azimut Holding “avrà un valore tra 1,8 e 2,2 miliardi’, ha spiegato Pietro Giuliani, amministratore delegato di Azimut, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo progetto che prevede uno spin-off di una parte della rete italiana di consulenti finanziari.

“Ci immaginiamo che il mercato ci riconosca gli stessi multipli delle banche quotate’, ha dichiarato Giuliani, spiegando che oggi il gruppo vale 3,2 miliardi, per cui, “se dovessero arrivare agli azionisti 1,8 miliardi, significherebbe un aumento di quasi il 50% del valore delle nostre azioni”.

L’ingresso di un nuovo partner bancario

L’operazione prevede di cedere azioni per far entrare nell’azionariato anche partner bancari/finanziar. “Per la creazione della nuova banca digitale, abbiamo contatti con diverse banche e c’è molto interesse. Ma con o senza banche partner l’operazione si farà”, ha precisato Giuliani, aggiungendo: “Vogliamo andare molto veloci”. L’obiettivo è di concludere “prima delle elezioni americane”.

In pratica, “il primo degli istituti bancari che arriva con una offerta seria, faremo la banca con lui”, ha commentato Giuliani, puntualizzando però che l’operazione si potrebbe realizzare con “un istituto più grande e uno più piccolo, ma anche stand alone”.

Sicuramente, Azimut Holding non potrà avere una quota superiore al 10%. Per cui, se ci sarà una banca di riferimento (con una quota tra il 15% e il 50%), noi staremo sotto il 10%. Se dovesse essere un’operazione stand alone, invece, vendiamo tutto al mercato e stiamo fuori”, ha dichiarato.

I numeri della nuova fintech bank di Azimut

La nuova banca digitale avrà all’avvio almeno 20 miliardi di masse in gestione a cui fanno riferimento circa 1000 consulenti finanziari e sarà caratterizzata da un forte orientamento alla crescita. “Sarà una growth company”, ha precisato Paolo Martini, amministratore delegato di Azimut Holding, che sarà anche alla guida della nuova realtà.

In 5 anni verrà assegnato il 10% del capitale sociale (2% all’anno) della nuova banca ai consulenti finanziari già in struttura e a quelli che entreranno nella nuova realtà dal mercato, andando a ricostruire il modello fondato sulla partnership e sulla partecipazione dei consulenti oinanziari all’azionariato che ha caratterizzato Azimut nei suoi 34 anni di storia.

Gli obiettivi della nuova banca digitale di Azimut

La nuova società, una volta ottenute le autorizzazioni e avviata l’attività, si pone l’obiettivo di raddoppiare in 5 anni gli utili e le masse gestite/amministrate, in condizioni di mercato normali, in linea con quanto sempre realizzato dal gruppo Azimut nei precedenti piani industriali.

Nei primi 5 anni, la raccolta di risparmio gestito, assicurativo, advisory e amministrata è prevista tra i 16 e i 19 miliardi di euro, mentre la crescita della liquidità e dei conti correnti sarà tra i 7,5 e i 10 miliardi di euro.

Entro il 2029, il piano prevede l’inserimento di 500 nuovi professionisti dal mercato, tra wealth manager, private banker e consulenti finanziari anche grazie alla possibilità di poter partecipare al capitale della società.

Dal punto di vista del conto economico, l’obiettivo è di raggiungere 160 milioni di utile netto il primo anno di attività.

Le partecipazioni strategiche iniziali della nuova “growth company” di Azimut

La nuova fintech bank avrà una partecipazione nel capitale di Azimut Marketplace, la piattaforma digitale di servizi alle Pmi che in poco più di 2 anni ha già raggiunto 11.500 clienti aziende supportandole nella loro crescita.

Inoltre, spiega Martini, “sono in fase di studio due nuove iniziative relative a una partnership con un importante family office in Italia focalizzato sulla clientela ultra high net worth (Uhnw) e al lancio di una rete distributiva di consulenti finanziari in Spagna”.


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di Stefania Pescarmona

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Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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