Le ninfee sconosciute di Monet (e i suoi cinque dipinti più costosi)

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Non era mai apparso sul mercato e misura due metri per uno il “nuovo” dipinto della serie Le bassin aux nymphéas del maestro di Giverny. Esemplare eccellente della sua visione post figurativa, verrà messo in vendita da Christie’s, dopo aver trascorso 50 anni nella stessa collezione

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Monumentali ed estaticamente avvolgenti, le ninfee di Claude Monet torneranno ad accendere la sala del Rockefeller Center di New York: un esemplare della serie Le bassin aux nymphéas, mai apparso sul mercato, farà infatti la sua comparsa nell’asta serale che Christie’s terrà il 9 novembre nella Grande Mela, la sempre attesa 20th Century Evening Sale. Rimasto in seno alla stessa collezione privata per oltre 50 anni, il dipinto, come quelli della serie cui appartiene, cattura il dinamismo e la transitorietà della natura e dei suoi fenomeni: l’effimero delle fioriture stagionali, le profondità dell’acqua e i riflessi di luce dono del celebre stagno delle ninfee sito nel giardino dell’artista a Giverny. 

La stima? 65 milioni di dollari se non più, per gli specialisti. «Di Monet, apparentemente si è già stato visto o detto tutto», afferma Max Carter, vicepresidente di Christie’s per l’Arte del XX e XXI secolo. Ma questa versione de «Le bassin aux nymphéas, non essendo mai stato esposto o offerto all’asta, è tuttavia rarissimo: un capolavoro riscoperto. Lavorato profondamente, conservato in modo impeccabile e serbato nella stessa collezione privata dal 1972, il dipinto resta capace di sorprendente oggi come 100 anni fa», precisa l’esperto, aggiungendo che in Christie’s sono stati «entusiasti di svelarlo al pubblico per la prima volta il 4 ottobre 2023», a Hong Kong.

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Claude Monte, Le bassin aux nymphéas, 1917-1919


Le quotazioni elevatissime raggiunte dalle opere di Monet
sul mercato si devono al loro essere una pietra miliare del tardo impressionismo. In particolare, i dipinti che l’artista realizzò nel proprio giardino, a Giverny, sono tra i più ricercati in assoluto dal collezionismo: sono i più innovativi e influenti della sua opera, capaci di scavallare – ai loro massimi livelli – nell’espressionismo astratto (non a caso furono proprio i giovani artisti di quel movimento allora nascente ad apprezzale per primi). Claude Monet dedicò gli ultimi 25 anni della sua vita a immortalare il paesaggio nei dintorni della sua amatissima dimora, dando vita a un corpus di opere ricco, complesso, vario. Questa versione de Le bassin aux nymphéas risale al 1917-1919, periodo cruciale nella ricerca artistica di Monet, ed è un esempio chiave della sua espressione più matura. In questa fase, il pittore “esplode” la sua visione dello stagno del giardino di Giverny, transitandolo in rappresentazioni di scala grandiosa. Il cromatismo della vegetazione quasi si fonde con quello delle acque, impresso dalla gestualità vigorosa e audace della pennellata. 

Di seguito, la classifica delle cinque tele più pagate dell’artista.

Monet, i 5 quadri più costosi 

Si noti che nella personale top five dell’artista, tre posizioni sono occupate dalle ninfee, e due in particolare da un Le bassin aux nymphéas. Si vedrà la sera del 9 novembre 2023 se la “quota ninfee” aumenterà. Ecco intanto la classifica aggiornata dei cinque dipinti più cari di Claude Monet:

Cinque. Le Bassin aux nymphéas (Water Lily Pond), 1840 – 1926. 70,35 milioni di dollari 

Sotheby’s New York, maggio 2021 (un metro per due circa).Questo Le Bassin aux nymphéas (un metro per due circa) è la quintessenza delle ninfee dell’ultimo periodo di Monet, quello in cui l’artista abbandona il figurativismo “di precisione” per volgersi a un nuovo tipo di verità artistica. 

Quattro. Le Bassin aux Nymphéas (Water Lily Pond), 1919. 80,5 milioni

Christie’s Londra, giugno 2008. Era la prima volta che l’opera andava in asta; all’epoca fu la più costosa venduta in Europa, raddoppiando quasi il precedente record dell’artista, ottenuto con Le Pont du Chemin de Fer a Argenteuil. Misura circa un metro per tre.

Tre. Meule (Grainstack – Covoni), 1890-1891, 81,4 milioni 

Christie’s New York, novembre 2016. Questo Meule, è uno degli ultimi pezzi della serie dedicata ai covoni. 

Due. Nymphéas en fleur (Water Lilies in Bloom), 1914-1917, 84,6 milioni

Christie’s New York, maggio 2018. Queste ninfee in fiore fanno parte delle circa 60 tele dipinte da Monet a cavallo della Grande Guerra. 

Uno. Meules (Haystacks), 1890-1891, 110,7 milioni 

Sotheby’s New York, maggio 2019. Questo Meules di Claude Monet è stato capace di totalizzare il doppio della sua stima iniziale, pari a 55 milioni di dollari. L’artista creò la serie negli anni fra il 1880 e il 1891, traendo ispirazione dai campi nei pressi della sua casa di Giverny. Il maestro fu rapito dai vari gradi di riverbero della luce su quelle aree in ore e stagioni diverse, e si prodigò per restituirle artisticamente.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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