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Dalla normativa di primo livello si comprende che gli investitori istituzionali (tra cui appunto le imprese di assicurazione) sono tenuti ad adottare e rendere nota al pubblico la propria politica di impegno, obbligo dal quale ci si può esimere dichiarando le ragioni dell’eventuale scelta di non adempiervi. Ma non è tutto. Le imprese di assicurazione sono chiamate a fornire informazioni sulla propria strategia di investimento azionario specificando come tale scelta risulti coerente con il profilo e la durata delle proprie passività. In caso di gestione delegata si dovranno rendere noti taluni elementi dell’accordo di gestione, ancora una volta secondo il principio del “comply or explain”.
Vi sono però alcuni dubbi interpretativi a riguardo. Quest’ultima previsione (sulla strategia di investimento azionario) sembra innanzitutto presupporre che tutte le assicurazioni si siano dotate di una strategia di investimento azionario. E se così non fosse, dovrebbero specificare al pubblico il perché non intendono investire in equity o sarebbero “esentate” dall’applicazione della norma? Fermo restando ciò, avrebbe senso parlare di una politica di investimento in equity per il patrimonio libero e forse per il patrimonio a copertura delle riserve tecniche che l’impresa discrezionalmente ed in autonomia decide di investire (in ragione della propria delibera quadro sugli investimenti). Di contro forse sembra meno coerente – e forse logicamente errato – richiedere che una tale politica sussista (e quindi connesso onere) per quegli attivi che sono specificamente connessi (e sottostanti) a determinate tipologie di polizze. Basti pensare alle polizze unit linked o index linked che, come noto, legano il loro rendimento a dei titoli sottostanti predefiniti nel testo di polizza e che mirano a generare il rendimento previsto a beneficio del cliente (che peraltro sopporta il relativo rischio finanziario).
Le incertezze applicative di cui si è discusso non sono di scarsa rilevanza specie se si considera che accanto ad operatori di mercato che offrono diversi prodotti assicurativi ve ne sono altri che hanno adottato un modello di business incentrato unicamente sull’offerta di prodotti di ramo III e che dunque potrebbero non soggiacere alle previsioni oggetto di discussione.

