Assicurazioni: critiche sull’Idd. Italia caso particolare

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L’Insurance europe, la federazione europea di assicurazione riassicurazioni chiede meno burocrazia sull’Idd. Ma attenzione a generalizzare a tutta l’Ue le critiche. L’Italia rappresenta un caso particolare

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Ci sono diverse criticità nell’Idd. E la federazione europea le ha evidenziate

Tra questi si ritrova il ridurre il sistema di obblighi di informazione dei clienti, che provoca un sovraccarico di informazioni per gli stessi

Meno burocrazia nell’Idd. A chiederlo è l’Insurance europe, la federazione europea di assicurazione riassicurazioni, che attraverso un suo documento ufficiale evidenzia alcune criticità del sistema Idd. Tra questi si trova il diminuire il sistema di obblighi di informazione dei clienti, che provoca un sovraccarico di informazioni per gli stessi. E quello di creare un quadro legislativo adatto all’era digitale, in modo da permettere ai consumatori di beneficiare dell’aumento delle vendite attraverso il canale diretto.
Infatti “le osservazioni di Insurance Europe esposte nel position paper rivolto all’Eiopa sullo stato dell’implementazione della IDD in Europa in molte parti colgono nel segno soprattutto dove spingono verso un’applicazione non formale e burocratica, ma sostanziale da parte delle compagnie e dei distributori della nuova normativa, tenendo in debito conto il principio di proporzionalità sia sotto il profilo del prodotto, che della struttura e natura dell’intermediario. Sul prodotto la necessaria graduazione va correlata al principio di complessità della polizza assicurativa e, parallelamente, per l’intermediario va fatta sia con riferimento alla sua struttura sia al ruolo che lo stesso assume nel processo distributivo. Ci sono infatti intermediari come gli agenti che operano sotto l’egida della compagnia ed altri, come i broker, che in ragione della loro maggiore autonomia ed indipendenza necessitano di maggiori capacità”, spiega l’avvocato Luca Zitiello

I requisiti normativi, sottolinea il report, generano costi che devono essere coperti. Un’indagine sugli assicuratori operanti nel mercato bulgaro ha stimato un aumento dei costi per i consumatori compreso tra lo 0,3 e l’11,51%, a seconda del tipo di prodotto assicurativo e dell’importo del premio contrattuale.

Inoltre, l’applicazione dell’Idd alla riassicurazione è un onere inutile che non fornisce alcun vantaggio al cliente. In un contesto ri-assicurativo, i processi di vendita e consulenza sono svolti tra due gruppi di professionisti esperti. Le regole Idd, incentrate sul consumatore, non sono appropriate in questa impostazione. Secondo l’approccio per attività adottato nell’Idd, la riassicurazione dovrebbe essere al di fuori del campo di applicazione della direttiva, a meno che il riassicuratore non svolga attività con clienti al dettaglio.

Ma attenzione,“Insurance europe rappresenta una visione delle compagnie europee. Va osservato però che l’Italia rappresenta un osservatorio davvero particolare. Non dobbiamo dimenticare che con riferimento ai prodotti di investimento assicurativo (Ibips) il nostro paese ha di molto anticipato con la legislazione nazionale il portato di Idd, considerato che fin dal 2006, si sono applicate a questi prodotti, in via di supplenza, le regole del Tuf. Da ciò deriva un’implementazione meno “traumatica” della nuova normativa, dato che i distributori e le compagnie sulla scorta di Mifid2 avevano già compiuto sforzi notevoli ed investimenti per far soggiacere le polizze finanziarie a Mifid di cui poi Idd ha finito per replicare i principi”, conclude Zitiello.

 

 


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di Giorgia Pacione Di Bello

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