Art bonus, cultura, mecenatismo e pianificazione fiscale

3 MIN

La cultura deve ripartire e le erogazioni liberali possono aiutare a sostenerla e l’art bonus rappresenta lo strumento che unisce mecenatismo e beneficio fiscale. La Regione Lombardia è stata la più generosa nel sostenere il patrimonio culturale e artistico della nazione

WW Snippets test

“I numeri sono molto significativi – sottolinea il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini – l’Art Bonus sta funzionando bene e in pochi anni è diventato un modello in tutta Europa”.
Anche se i musei e i luoghi della cultura sono chiusi al pubblico, il Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo propone diverse attività digitali: virtual tour, palinsesti video su YouTube e una nuova campagna social. Non tanto nella funzione di intrattenimento che queste iniziative possono avere. Quanto in quella di mantenere alta l’attenzione sul “tema cultura” in generale. Si tratta di un sistema che va alimentato continuamente poiché arricchisce nella forma più nobile del termine.E quando gli interessi pubblici trovano il giusto bilanciamento con le esigenze private allora si raggiungono traguardi ambiziosi. Nell’interesse di tutti.
E’ di appena qualche mese fa il bilancio sui lusinghieri risultati dell’Art-bonus fatto dal Ministro Dario Franceschini a cinque anni dalla sua implementazione.Introdotta nel 2014, l’agevolazione fiscale è attualmente una delle più vantaggiose misure per incoraggiare il mecenatismo in Europa, ha dichiarato il Ministro Dario Franceschini.

Gli ultimi dati dell’applicazione dell’Art-Bonus evidenziano che le donazioni si concentrano prevalentemente nelle regioni del centro Nord, mentre la misura ancora fatica nel Mezzogiorno.

La classifica regionale dei 435.441.00€ di donazioni vede in testa la Lombardia, dove 3.235 mecenati hanno donato 175.073.257€, a seguire il Piemonte con 58.092.655€ per 1.304 mecenati, il Veneto con 54.243.540€ per 786 mecenati, l’Emilia Romagna con 48.972.314€ per 2.615 mecenati e la Toscana con 46.501.347€ per 1.503 mecenati. Seguono, con un maggior distacco, il Lazio (13.447.144€) e la Liguria (13.186.920€), poi il Friuli Venezia Giulia (5.938.887€), l’Umbria (5.389.709€), le Marche (3.884.481€), la Campania (3.819.220€), la Puglia (2.161.086€), la Sardegna (1.447.665€), il Trentino Alto Adige (1.364.893€), l’Abruzzo (1.003.573€). Sotto il milione di euro raccolti la Sicilia, la Calabria, il Molise, la Basilicata e la Valle D’Aosta.

Sono 3.538 gli interventi registrati sul sito www.artbonus.gov.it che hanno ricevuto erogazioni liberali per il restauro, la protezione dei beni culturali e il sostegno delle attività delle Fondazioni lirico sinfoniche e dei teatri di tradizione. Tra i progetti integralmente finanziati con l’art-bonus vi sono stati l’Arena di Verona, il Teatro alla Scala di Milano, i Teatro regio di Parma, il Museo Egizio di Torino, il Teatro Donizzetti di Bergamo.

L’Art-bonus istituito in via provvisoria con l’art. 1 del DL 83/2014 è divenuto poi permanente con la legge di stabilità 2016. E’una misura agevolativa finalizzata a incrementare le erogazioni liberali a favore del sostegno del patrimonio culturale e artistico della nazione. L’agevolazione consiste nel riconoscimento di un credito di imposta nella misura del 65% dell’erogazione liberale effettuata. E’ riconosciuto a tutti i soggetti, persone fisiche, enti non commerciali e imprese, che effettuano le erogazioni liberali a sostegno della cultura e dello spettacolo.

In particolare per le persone fisiche ed enti che non svolgono attività commerciale, il credito di imposta è riconosciuto nel limite del 15% del reddito imponibile. Per i soggetti titolari di reddito di impresa ed enti non commerciali che esercitano anche attività commerciale il credito di imposta è invece riconosciuto nel limite del 5 per mille dei ricavi annui. Il credito di imposta così calcolato deve essere comunque ripartito in tre quote annuali di pari importo. Sono previste diverse modalità di utilizzo a seconda del soggetto che effettua l’erogazione liberale.

Per i soggetti titolari di reddito di impresa il credito è utilizzabile in compensazione mediante Modello F24 ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 241/1997. Il diritto decorre in questo caso dal primo giorno del periodo di imposta successivo a quello di effettuazione dell’erogazione liberale. In caso di mancato utilizzo in tutto o in parte di tale importo nel limite predetto (di 1/3) il credito può essere riportato in avanti senza limitazioni temporali. Per le persone fisiche e gli enti non commerciali il credito è utilizzabile nella dichiarazione fiscale del periodo di imposta in cui è fatta l’erogazione liberale. Avendo cura di rispettare sempre il limite di 1/3 della quota su base annuale.

alessandro@we-wealth.com


Warning: Undefined variable $tags in /home/wedev_n84yt/webapps/staging/wp-content/themes/the-project/template-parts/content.php on line 277

di Alessandro Montinari

WW Snippets test

Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

Fai rendere di più la tua liquidità e il tuo patrimonio. Un’opportunità unica e utile ti aspetta gratuitamente.

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N. 67 – aprile 2024
Magazine 66 – marzo 2024
Guide
Design

Collezionare la nuova arte fra due millenni

INVESTIRE IN BOND CON GLI ETF

I bond sono tornati: per anni la generazione di income e la diversificazione del rischio erano state erose dal prolungat...

Dossier, Outlook e Speciali
Più dati (e tech) al servizio del wealth
Il Trust in Italia