Arriva il contributo affitti a fondo perduto. Ecco come ottenerlo

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I locatori proprietari di case affittate ad abitazione principale hanno diritto ad ottenere un contributo a fondo perduto

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Il contributo a fondo perduto riconosciuto ai proprietari di immobili adibiti ad abitazione principale risponde alla necessità di compensare le rinegoziazioni al ribasso che i locatori hanno accordato ai conduttori nella fase acuta della pandemia

Per ottenere l’accredito del bonus occorre prestare attenzione alle modalità di presentazione della domanda, ai requisiti richiesti e ai termini entro cui poter inoltrare l’istanza

Il Covid-19, come noto, non solo ha trasformato le nostre abitudini, ma ha costretto numerosi soggetti a far fronte a mancati guadagni ed entrate ridotte.

Una categoria che non è stata risparmiata dalle conseguenze economiche generate dalla diffusione del virus è quella dei proprietari di case. Molti locatori, in effetti, nel corso della pandemia, hanno dovuto confrontarsi con le richieste, da parte dei conduttori, di rinegoziare al ribasso i canoni di locazione.

È stato lo stesso legislatore, del resto, con l’intento di agevolare i conduttori, nel corso dell’emergenza economico-sanitaria, ad aver incentivato i proprietari ad accordare la riduzione dei canoni per gli immobili ad uso abitativo.
E invero, al fine di compensare i sacrifici economici registrati dai locatori, l’Agenzia delle entrate ha introdotto alcune agevolazioni. A partire dal 6 luglio e fino al 6 settembre 2021, infatti, i proprietari di case affittate ad abitazione principale, che hanno ridotto o ridurranno l’importo del canone di locazione, possono richiedere ed ottenere il cd. contributo affitti.

Per ottenere l’accredito del bonus a fondo perduto, occorre però prestare attenzione ad alcuni aspetti, che riguardano tanto le modalità di presentazione della richiesta, quanto le condizioni che devono essere integrate per poter fruire dell’agevolazione.

Potranno presentare la richiesta di contributo il contribuente proprietario della casa data in locazione, come pure l’intermediario, se autorizzato ad accedere al cassetto fiscale del locatore.

Nella domanda, che dovrà essere trasmessa telematicamente servendosi dell’apposito modello, sarà necessario indicare il codice fiscale, l’Iban e i dati del contratto, i canoni oggetto di rinegoziazione o che verranno rinegoziati entro il 2021, nonché la quota di possesso del locatore richiedente il contributo.

Occorre specificare che il contributo deve considerarsi rivolto ai locatori che hanno stipulato un contratto di affitto a partire dal 29 ottobre 2020, e che (nel periodo 25 dicembre 2020 / 31 dicembre 2021) hanno ridotto o si prefiggono di ridurre il canone di affitto. Inoltre, il contributo potrà essere riconosciuto solo se l’immobile è adibito ad abitazione principale del conduttore e si trova nei Comuni cd. ad alta tensione abitativa.

Nel dettaglio, sono considerati Comuni ad alta tensione abitativa i comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia. Ad ogni modo, poiché nella categoria di comuni ad alta tensione abitativa potrebbero rientrare anche altre città capoluogo di provincia o confinanti con quelle indicate, occorre consultare l’elenco completo rintracciabile sul sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Prima di entrare nel dettaglio del contributo, occorre evidenziare che, come specificato dall’Agenzia delle entrate, il regime fiscale di tassazione del contratto di locazione non rileva ai fini dell’ottenimento del bonus. Pertanto, sono ammessi al beneficio sia i contratti in regime ordinario (soggetti a imposta di registro) sia i contratti in regime di cedolare secca.

Con riferimento all’importo, questo consta in una somma di denaro corrisposta a fondo perduto commisurata: all’importo complessivo delle riduzioni dei canoni già accordate al conduttore o, in alternativa, all’importo complessivo delle riduzioni che verranno riconosciute al conduttore e comunicate all’Agenzia entro la data del 31 dicembre 2021.

Ad ogni modo, il contributo – che verrà erogato sul conto corrente indicato dal proprietario, a partire dal 31 dicembre 2021 – corrisponderà al 50% dell’ammontare complessivo delle rinegoziazioni in diminuzione, fino al tetto massimo di 1.200 € per locatore.


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di Nicola Dimitri

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Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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